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n.8 del 06.04.2008

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B l o g

Gilda Mignonette

Prefazione

di Pietro Gargano

(Il Mattino)

 

Gilda Mignonette

Napoli-New York

Solo Andata

Rassegna Stampa

*Federico Vacalebre

*Giuseppe Giorgio

edisteatro

Paola Riccora

 

dedicato a

Paola Riccora

 

 

"SONO EDUARDO,
SCRIVETEMI QUALCOSA"

Bianca Sollazzo

Bianca Sollazzo e il Teatro che non ha età

Annibale Ruccello

Un grande Autore,

un grande Interprete

 

Annibale Ruccello

edisteatro

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In questa sezione raccogliamo per voi, luoghi comuni, dicerie e curiosità che da sempre accompagnano l’universo teatrale.

a cura di Angela Cotugno

Il viola porta male!

E’ opinione generale, pensare che per gli “addetti ai lavori” del teatro, portare il colore viola sulla scena sia fonte di ansia, in quanto tale colore accompagni la sventura. Ma come nasce questa “credenza”? Per comprendere il significato di questa superstizione, bisogna fare un passo indietro nel tempo: nel Medioevo durante la Quaresima, in segno di lutto, le chiese venivano paludate con paramenti sacri di tale colore, ed erano, inoltre, proibite tutte le rappresentazioni teatrali e gli spettacoli pubblici. La vita dei “teatranti” si sa non è mai stata facile, e i poveretti in quei quaranta giorni, privati della possibilità di guadagnarsi il pane, pativano la fame più che mai. La vista del colore viola riporta alla mente di quanti lavorano in teatro, un periodo infausto e così, via, via, nei secoli, la cosa ha assunto i connotati di una vera superstizione.

Per la cronaca, in tempi moderni, molti sono quelli che sfidando il tabù hanno portato il temuto colore nelle loro rappresentazioni, tra questi, il grande Maestro Eduardo De Filippo che così si espresse in merito: “ La superstizione è sintomo d’ignoranza, ma non porta male essere superstiziosi”.

…ma anche il giallo…

Sembra proprio che a voler essere pignoli, pian piano, in scena non ci si possa
più vestire! Se il viola è tanto odiato per i motivi sopra esposti, anche il
giallo ha il suo bel da fare per convincerci del contrario…! Sembra che Molière,
che morì praticamente in scena di tubercolosi, il 17 febbraio 1673 mentre
recitava "Il malato immaginario", portasse un abito di questo colore. Da allora,
la superstizione sconsiglia l’uso di questo colore in scena.

…merda! …merda! …merda!

E’ probabile che vi sia capitato, in occasione di una rappresentazione teatrale, di sentire un impropero: “…merda! …merda! …merda!” indirizzato alla volta di chi sta per accingersi ad andare in scena. E’ comprensibile che siate rimasti alquanto sbigottiti…! Va detto però, che il termine, che di per se’, sembra per nulla lusinghiero, è, invece, l’augurio maggiormente ambito da quanti calcano un palcoscenico! Ma perché mai?

Anche qui bisogno andare indietro nel tempo; quando non esistevano le automobili, a Teatro ci si andava con carrozze trainate da cavalli. Se lo spettacolo era un successo, la gente accorreva numerosa e il via vai dei cocchi era notevole, come pure lo era, la quantità di escrementi che gli animali lasciavano sulla strada e che il pubblico…involontariamente, introduceva all’interno del locale! Più persone intervenivano alla rappresentazione, più escrementi c’erano, ovvero; “merda” = successo!

Ricordate quindi, la prossima volta che vorrete fare un bell’auspicio, niente “auguri” o “in bocca al lupo!” ma solo: “Merda! Merda! Merda!”…assicuratevi solo però… che il destinatario sia una persona di teatro!

Non si fischia in teatro o nei camerini

Secondo alcuni... i fischi richiamano i fischi...! ...per cui...

Il copione non deve cadere a terra
Far cadere a terra il copione è indice di negatività, richiamando la caduta
dell'intero spettacolo. Per cui, se accidentalmente il testo dovesse toccare
terra... bisogna battercelo volutamente per tre volte.

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Ultimo aggiornamento:
18/11/2008

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