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I n d i e t r o
In questa sezione raccogliamo
per voi, luoghi comuni, dicerie e curiosità che da sempre accompagnano
l’universo teatrale.
a cura di
Angela Cotugno
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Il
viola porta male! |
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E’ opinione generale,
pensare che per gli “addetti ai lavori” del teatro, portare il colore viola
sulla scena sia fonte di ansia, in quanto tale colore accompagni la
sventura. Ma come nasce questa “credenza”? Per comprendere il significato di
questa superstizione, bisogna fare un passo indietro nel tempo: nel Medioevo
durante la Quaresima, in segno di lutto, le chiese venivano paludate con
paramenti sacri di tale colore, ed erano, inoltre, proibite tutte le
rappresentazioni teatrali e gli spettacoli pubblici. La vita dei “teatranti”
si sa non è mai stata facile, e i poveretti in quei quaranta giorni, privati
della possibilità di guadagnarsi il pane, pativano la fame più che mai. La
vista del colore viola riporta alla mente di quanti lavorano in teatro, un
periodo infausto e così, via, via, nei secoli, la cosa ha assunto i
connotati di una vera superstizione.
Per la cronaca, in tempi
moderni, molti sono quelli che sfidando il tabù hanno portato il temuto
colore nelle loro rappresentazioni, tra questi, il grande Maestro Eduardo De
Filippo che così si espresse in merito: “ La superstizione è sintomo
d’ignoranza, ma non porta male essere superstiziosi”. |
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…ma anche il giallo… |
Sembra proprio che a voler essere pignoli,
pian piano, in scena non ci si possa
più vestire! Se il viola è tanto odiato per i motivi sopra esposti, anche il
giallo ha il suo bel da fare per convincerci del contrario…! Sembra che
Molière,
che morì praticamente in scena di tubercolosi, il 17 febbraio 1673 mentre
recitava "Il malato immaginario", portasse un abito di questo colore. Da
allora,
la superstizione sconsiglia l’uso di questo colore in scena. |
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…merda!
…merda! …merda! |
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E’ probabile che vi sia
capitato, in occasione di una rappresentazione teatrale, di sentire un
impropero: “…merda! …merda! …merda!” indirizzato alla volta di chi sta per
accingersi ad andare in scena. E’ comprensibile che siate rimasti alquanto
sbigottiti…! Va detto però, che il termine, che di per se’, sembra per nulla
lusinghiero, è, invece, l’augurio maggiormente ambito da quanti calcano un
palcoscenico! Ma perché mai?
Anche qui bisogno andare
indietro nel tempo; quando non esistevano le automobili, a Teatro ci si
andava con carrozze trainate da cavalli. Se lo spettacolo era un successo,
la gente accorreva numerosa e il via vai dei cocchi era notevole, come pure
lo era, la quantità di escrementi che gli animali lasciavano sulla strada e
che il pubblico…involontariamente, introduceva all’interno del locale! Più
persone intervenivano alla rappresentazione, più escrementi c’erano, ovvero;
“merda” = successo!
Ricordate quindi, la
prossima volta che vorrete fare un bell’auspicio, niente “auguri” o “in
bocca al lupo!” ma solo: “Merda! Merda! Merda!”…assicuratevi solo però… che
il destinatario sia una persona di teatro! |
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Non si fischia in teatro o nei camerini
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Secondo alcuni... i fischi richiamano i
fischi...! ...per cui... |
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Il copione non deve cadere a terra
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Far cadere a terra il copione è indice di
negatività, richiamando la caduta
dell'intero spettacolo. Per cui, se accidentalmente il testo dovesse toccare
terra... bisogna battercelo volutamente per tre volte. |
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