Alberto Sciotti

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n.8 del 06.04.2008

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B l o g

Gilda Mignonette

Prefazione

di Pietro Gargano

(Il Mattino)

 

Gilda Mignonette

Napoli-New York

Solo Andata

Rassegna Stampa

*Federico Vacalebre

*Giuseppe Giorgio

edisteatro

Paola Riccora

 

dedicato a

Paola Riccora

 

 

"SONO EDUARDO,
SCRIVETEMI QUALCOSA"

Bianca Sollazzo

Bianca Sollazzo e il Teatro che non ha età

Annibale Ruccello

Un grande Autore,

un grande Interprete

 

Annibale Ruccello

edisteatro

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ALBERTO SCIOTTI

(Napoli 24/10/1925 - 21/8/1998)

Un uomo semplice, un artista che ha fatto della sua vita una bella commedia che noi figli stiamo cercando di interpretare nel miglior modo possibile...

 

www.albertosciotti.it

 

l'album dei ricordi

Personaggio estroverso e bizzarro, Alberto Sciotti, figlio di Antonio (cuoco di una nave transoceanica) e Lucia Avallone, ha alternato la sua attività di rappresentante di prodotti musicali con la Direzione Artistica dell'etichetta discografica Phonotype Record.

L'attività di commediografo di Alberto inizia immediatamente al dopoguerra con numerose commedie musicali inedite ("Cumpagne e marenaro", "A Margellina", "Zucchero e pepe", "E scugnizze", "Napule vò cantà comm'a na vota", "Angelarosa", "Scugnizzo sì", ecc.) interpretate dalla Compagnia d'Arte Dialettale "CantaPosillipo" diretta dallo stesso autore,nella quale, qualche anno dopo, militerà il giovanissimo Mario Da Vinci. Fanno parte della Compagnia Salvatore Lombardo, Alfredo Urbano, Umberto Scafati, Vittorio Ruocco, Guido Parisi, Mario Capone, Renato Liguori e altri. Protagonista femminile di quasi tutte le messe in scena (la totalità rappresentate alla Sala Torretta di Napoli), è la giovane Assunta Cecere, figlia d'arte. Sua madre, la brava cantante Anna Primicerio, per diversi anni ha lavorato nella Compagnia di Sceneggiata Cafiero & Fumo ed ha cantato e danzato ai Saggi del Teatro San Carlo di Napoli. La Cecere, nel 1955, sposa Sciotti e si ritira definitivamente dalla scena.

 

Per tutti gli anni '40, nonostante la buona qualità delle commedie, molte sono le difficoltà a decollare. Poi, nel 1951, l'incontro di Alberto con la regina di New York, Gilda Mignonette, che si trova a Napoli per recuperare materiale musicale da proporre oltre oceano. Sciotti, per l'occasione, propone alla regina degli emigranti il quadretto drammatico d'emigrazione "Italia mia". La Mignonette, dopo la lettura del lavoro, rimane entusiasta di questo giovane poeta e porta "Italia mia" oltre oceano per metterla in scena, con la sua Compagnia di Prosa, a Brooklyn.

 

Ecco il racconto di Sciotti dal suo Quaderno di Memorie: "Già nel 1949 tentai di avvicinare la Mignonette per proporle i miei lavori, ma era abbastanza difficile contattarla, nei camerini del Teatro ella era circondata da tante persone che non ti facevano neanche avvicinare a lei. Quando seppi che nel 1951 stava a Napoli, decisi di aspettarla a Mezzocannone, perché avevo saputo che stava incidendo dei dischi alla Phonotype. Quando arrivò con la sua grande macchina (Non so che tipo di auto fosse, non sono mai stato appassionato di automobili), mi avvicinai e le porsi subito il mio copione: "Signò, liggite cumm'è sfeziuso sta cummedie d'emigrante!" La Mignonette, prendendo il copione, mi guardò", "Guagliò, ma quant'anne tiene?", "Vinticinc'anne!", "Ma si sulo nu guaglione! I' so grossa!", "Signò, quando vuie avite accumminciate e teniveve vinticinq'anne, pure e poeti ca ve devene e canzone erano gruosse". "Aggio capite! (sorrise) Damme ca, e mo vattenne c'aggia i' a cantà!".

 

Successivamente, Sciotti ebbe diversi contatti epistolari con New York, tramite il manager Edward Rossi, che curava gli interessi di molti cantanti napoletani emigrati ed, in particolare, quelli della Mignonette.

 

Dal punto di vista canzonettistico, il primo successo musicale Sciotti lo consegna alla regina della melodia napoletana, Maria Paris, la quale, nonostante che nel 1955 è reduce dalla vittoria al 3° Festival della Canzone Napoletana, trova con il motivo di Alberto Sciotti la vittoria al Concorso "Pulcinella d'Oro".

 

Nel 1962, il poeta, con Salvatore Cardinale e Raffaele Mallozzi, produce l'etichetta discografica Phonotris. L'etichetta porta al successo, tra tutti i cantanti scritturati, Mario Merola, Nino Fiore, Giulietta Sacco, Maria De Luca, Minia Dolliver, Maria Kelly, Tony Astarita e altri.

 

Negli anni '70 il poeta assume la direzione artistica della Phonotype e realizza numerose commedie musicali portate in scena dai big del momento (Mario Abbate, Mario Merola, Mario Da Vinci, Carmelo Zappulla, Nino D'Angelo, Gloriana, Mirna Doris, Sal Da Vinci, Tony Bruni, Rino Marcelli, Rosalia Maggio, Beniamino Maggio, Alberto Amato, Pia Velsi, Nunzio Gallo, Mauro Nardi, Mimmo Rocco, Virginia Da Brescia, Tonino Apicella, Lia Bruna, Isa Marlene, Graziella Marina, Virginia Da Brescia, Alberto Amato, Enzo D’Auria, Gianni Rosselli, Franco Moreno e altri) che trovano successo in tutta la Penisola.

Sciotti vince l'edizione del Festival di Napoli 1981, organizzato da Rai Tre, con la canzone "A mamma" (Mario Da Vinci), quella del Festival di Acerra 1962 con “So nnato carcerato” (Mario Merola) e partecipa ad Un Disco per l'Estate 1975 con il motivo "Carrettino siciliano" (Tony Bruni) ed al Cantagiro 1977 con il brano "Dicitencelle" (Giulietta Sacco). Numerosi premi sono, inoltre, assegnati ai brani: "Tradimento all'omertà" (Mario Abbate), "Serenata ‘mbrugliata" (Mario Merola), "Paisà" (Nunzio Gallo), "Na paggina d'ammore" (Mirna Doris), "Santa Lucia d'e marenare" (Nino Fiore) "Chianu chianu" (Sergio Bruni), “A gnora mia” (Tony Bruni), "A sciantosa" (Nunzia Greton), “Na vranca ‘e rena” (Gloriana), “Preghiera ‘e piscatore” (Valentina Stella), “O voglio bene” (Virginia Da Brescia), “N’ora d’ammore” (Giulietta Sacco), “Nanninella allessaiola bella” (Maria Paris), “Gelsomina” (Tonino Apicella), “Ddoie lune” (Maria Nazionale), “Asso ‘e denare” (Mario Da Vinci), “Malincunia d’ammore” (Franco Cipriani), "O mpicciusiello" (Tony Astarita), “Marcello ‘o bello” (Rino Marcelli), “Io Pulcinella” (Armando Marra), “Grazie Marì” (Pino Mauro), “Lettera a Napoli” (Sal Da Vinci), “Alonzo” (Maria Del Monte), “Pe paura ‘e te perdere” (Enzo Del Forno), “Dimme comm’aggia fa” (Gigi D’Alessio), “O ciondolo” (Gino Maringola) “Povero ammore” (Carmelo Zappulla) e ancora per Nino Delli, Salvatore Zinzi, Mimmo Rocco, Giusy, Antonello Rondi, Anonimo Napoletano (Augusto Visco), Pamela Paris, Patrizia De Martino, Laura Grey (Cinzia), Giorgio Martin, Gianni Rosselli, Enzo D’Auria, Mimmo Iannelli, Raffaele Accardo, Antonello Rondi, Ciro Capano, Teresa Rocco, Gino Morelli, Alfio Lombardi, Patrizio, Mario Trevi, Don Franco, Dino Prota, Giancarlo D’Auria (Gigi Pascal) e altri.

Durante la sua carriera ha svolto un lavoro di recupero di canzoni antiche napoletane, realizzando degli album, in particolare per Angela Luce, Tony Bruni, Nino Fiore, Valentina Stella, Antonio Sorrentino, Mirna Doris e Giulietta Sacco, che hanno ricevuto numerosi premi e grandi consensi della Stampa.

"Era da anni che il Napoli non aveva un vero e proprio inno. Un inno tutto azzurro che potesse essere per i tifosi l'etichetta della loro passione, del loro caldo costante incitamento. Da domenica il Napoli lo ha…. Con questa testata, il quotidiano Sport Sud del 21 novembre 1972 presenta la nuova canzone di Sciotti-Aterrano dedicata alla squadra di calcio partenopea.

Il merito di questa iniziativa va al Calcio Napoli e per esso al presidente Ferlaino ed al suo braccio destro, l'avv. Russo, poi al Club Napoli Associati nella persona dell'avv. Della Rossa.

Difatti, grazie all'appoggio del Napoli e del Club, l'Ave Record realizza il disco del nuovo inno del Napoli scritto da Alberto Sciotti, musicato da Gianni Aterrano e interpretato da Nunzio Gallo.

La canzone, prima di essere messa in commercio, è presentata ai giocatori azzurri durante il loro ritiro di Baia Domizia, prima della partitissima con la Juventus. Al termine della cerimonia, i giocatori del Napoli riportano un'impressione favorevole, cosicchè il presidente Ferlaino dà l'autorizzazione a cantare la canzone allo Stadio San Paolo di Napoli, prima della partita. Il brano eseguito da Gallo è di buon auspicio per il risultato finale di Napoli-Juventus. Alla fine della partita l"Inno del Napoli" è ancora trasmesso dagli altoparlanti è riscuote un così grande successo che il quotidiano Sport Sud è costretto ad allegare il 45 giri per un'intero mese, prima che le richieste diminuissero.

Vavassori, subito dopo la partita, dichiara alla Stampa: "E' un brano molto carino ed orecchiabile. È il nostro primo e vero Inno - continua lo stopper - Ci porterà fortuna. Ci voleva proprio! Una squadra come il Napoli non poteva non avere un Inno ufficiale".

Inevitabile la foto della squadra partenopea sulla copertina del 45 giri.

Sempre con la sua verve ironica, Sciotti realizza, come lato B del 45 giri, la canzone scaccia-jella "Uocchie e maluocchie". Il motivo descrive il classico rito partenopeo scacciajella per un futuro scudetto napoletano.

La sua carriera si è arricchita con la creazione della meravigliosa "Serie Celebrità", in collaborazione con Roberto Esposito della Phonotype. Attraverso un recupero storico, sono portate alla luce le grandi voci di Gennaro Pasquariello, Vittorio Parisi, Salvatore Papaccio, Eva Nova, Gilda Mignonette, Lina Resal, Ria Rosa, Armando Gill, Franco Ricci, Nicola Maldacea e altri. La Serie, nata verso la fine degli anni '60, ha girato il mondo e ancora oggi è ristampata in cd.

Commediografo, oltre che poeta, Sciotti ha diretto numerose compagnie teatrali, mettendo in scena, tra l'altro, le sceneggiate di gran successo: "Miracolo 'e Natale", "Grazie Marì", "O scugnizzo e 'o signore", "Esposito Teresa", "A discoteca", "Povero ammore", "Finalmente", "Muntevergine", "Terza elementare", "O cunvento", "Tiziana", "O giurnalaio", "Sacrificio 'e mamma", "Caro papà", "A cummunione e Salvatore", "O trovatello", "A figlia d'a Madonna", "Il fuorilegge", "A sposa mia", "O cuntadino", "O caporeporato", "Mpazzuto e bene", "Ncatenato mbraccio a te", "O spaccalegna", "Torna figlio mio", "Povera mamma mia",  "O chiammavano Masaniello" e tante altre.

Firma , nel 1978, la sceneggiatura del film "Figlio mio sono innocente" con Dolores Palumbo, Pietro De Vico, Carlo Taranto e Sal Da Vinci e della pellicola "Napoli storia d'amore e di vendetta" del 1979 con Paola Pitagora, Maria Fiore, Sal Da Vinci, Patrizio Oliva e Nunzio Gallo.

Inoltre, numerosi suoi brani, prendono parte come colonna sonora di alcuni film, quali "Il camorrista", "Il Motorino", "Sud Side Story", “Figlio mio sono innocente”, “Napoli una storia d’amore e di vendetta”,  ecc.

Don Alberto è soprannominato il poeta delle mamme perché circa la metà della sua produzione musicale ha come protagonista la madre che egli considera elemento fondamentale nella sua vita e nelle sue canzoni. Ogni sua canzone è un grido di dolore con la figura della madre sempre al centro di tutti i sentimenti. La madre, per il poeta, rappresenta l'amore infinito e disinteressato, la speranza e l'illusione, la fortuna ed il disincanto.

Tra i brani di Sciotti dedicati alla madre ricordiamo "Ammore 'e mamma" (Giulietta Sacco), "Nu schiaffo a mamma mia" (Mario Da Vinci), "Primma so' mamma" (Isa Landi), "Lacreme doce" (Mirna Doris), "Povera mamma" (Rosalia Maggio), "Nun chiagnere mammà" (Sal Da Vinci), "Giustizia 'e mamma" (Gloriana), "Pe paura e te perdere" (Enzo Del Forno) e altre.

Il suo repertorio, nonostante i periodi delle grandi sceneggiate strappalacrime, è prevalentemente comico. Durante la sua carriera, infatti, ha realizzato molte macchiette musicali e numerosi sketch discografici per Gino Maringola, Biagio Izzo, Maria Del Monte, Dolores Palumbo, Nina Landi, Anna D’Onofrio, Mimmo Brescia, Armando Marra, Enzo Romano, Salvatore Pirone, Gennarino Palumbo e altri. Ha prodotto, inoltre, nel 1976, la collana in cinque volumi "Ballando con l'Anonimo Napoletano", recuperando le sconosciute e divertentissime macchiette del repertorio di Gigi Pisano. (n.b. l'Anonimo Napoletano è il M° Augusto Visco).

Grande amico ed ammiratore di Gigi Pisano, Sciotti è stato onorato, nel 1976, di completare "Dduje core", l'ultima canzone (lasciata in sospeso) del popolare autore, cedutale da Rosita Pisano. Il motivo, completato, è stato poi affidato alla grande ugola di Giulietta Sacco ed inserito nell'album "A Giulietta queste nostre canzoni".

Uno dei motivi più popolare di Sciotti è "A mamma" con il quale si aggiudica il Festival di Napoli 1981. Il motivo che narra la storia di un emigrante che corre a casa per abbracciare l'ultimo respiro della mamma, vince il Festival grazie anche ad un'incredibile coincidenza. Il giorno della terza serata festivaliera coincide con la festa della mamma. Alla stessa manifestazione, il poeta si aggiudica anche il terzo posto con la moderna "Io e te", interpreta da Franco Cipriani.

Me chiamme

nun ce sta tiempo, aggia partì

dimane è tarde, po' murì

me sta aspettanno mamma mia.

Me chiamme

pecchè a lassaje tant'anne fa,

'o bbene suoio chi mo pò ddà?

Si nun a trovo a mamma mia?!

Me chiamme mammà…

Un pensiero di Don Alberto:

"Mamma, tu nun cunusce sta parola,

è 'nu rumanzo sul"a pronunzià.

Tutte vonn"e mamme cchiù d"o sole

mentr'io 'a cerco, e 'nvece nun ce stà!

Tu me maltratte e me vatte pure

pe' ffà cuntente a chesta tua signora,

ma io nun t'odio, basta ca 'nfacci"o muro

'nce stà 'o ritratto 'e mamma cu 'nu sciore…"

 

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Ultimo aggiornamento:
28/02/2010

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