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Personaggio estroverso e bizzarro, Alberto Sciotti, figlio di Antonio (cuoco
di una nave transoceanica) e Lucia Avallone, ha alternato la sua attività di
rappresentante di prodotti musicali con la Direzione Artistica
dell'etichetta discografica Phonotype Record.
L'attività di commediografo di Alberto inizia immediatamente al dopoguerra
con numerose commedie musicali inedite ("Cumpagne e marenaro", "A Margellina",
"Zucchero e pepe", "E scugnizze", "Napule vò cantà comm'a na vota",
"Angelarosa", "Scugnizzo sì", ecc.) interpretate dalla Compagnia d'Arte
Dialettale "CantaPosillipo" diretta dallo stesso autore,nella quale,
qualche anno dopo, militerà il giovanissimo Mario Da Vinci. Fanno parte
della Compagnia Salvatore Lombardo, Alfredo Urbano, Umberto Scafati,
Vittorio Ruocco, Guido Parisi, Mario Capone, Renato Liguori e altri.
Protagonista femminile di quasi tutte le messe in scena (la totalità
rappresentate alla Sala Torretta di Napoli), è la giovane Assunta Cecere,
figlia d'arte. Sua madre, la brava cantante Anna Primicerio, per diversi
anni ha lavorato nella Compagnia di Sceneggiata Cafiero & Fumo ed ha cantato
e danzato ai Saggi del Teatro San Carlo di Napoli. La Cecere, nel 1955,
sposa Sciotti e si ritira definitivamente dalla scena.
Per
tutti gli anni '40, nonostante la buona qualità delle commedie, molte sono
le difficoltà a decollare. Poi, nel 1951, l'incontro di Alberto con la
regina di New York, Gilda Mignonette, che si trova a Napoli per recuperare
materiale musicale da proporre oltre oceano. Sciotti, per l'occasione,
propone alla regina degli emigranti il quadretto drammatico d'emigrazione
"Italia mia". La Mignonette, dopo la lettura del lavoro, rimane entusiasta
di questo giovane poeta e porta "Italia mia" oltre oceano per metterla in
scena, con la sua Compagnia di Prosa, a Brooklyn.
Ecco
il racconto di Sciotti dal suo Quaderno di Memorie: "Già nel 1949 tentai di
avvicinare la Mignonette per proporle i miei lavori, ma era abbastanza
difficile contattarla, nei camerini del Teatro ella era circondata da tante
persone che non ti facevano neanche avvicinare a lei.
Quando seppi che nel
1951 stava a Napoli, decisi di aspettarla a Mezzocannone, perché avevo
saputo che stava incidendo dei dischi alla Phonotype. Quando arrivò con la
sua grande macchina (Non so che tipo di auto fosse, non sono mai stato
appassionato di automobili), mi avvicinai e le porsi subito il mio copione:
"Signò, liggite cumm'è sfeziuso sta cummedie d'emigrante!" La Mignonette,
prendendo il copione, mi guardò", "Guagliò, ma quant'anne tiene?", "Vinticinc'anne!",
"Ma si sulo nu guaglione! I' so grossa!", "Signò, quando vuie avite
accumminciate e teniveve vinticinq'anne, pure e poeti ca ve devene e canzone
erano gruosse". "Aggio capite! (sorrise) Damme ca, e mo vattenne c'aggia i'
a cantà!".
Successivamente, Sciotti ebbe diversi contatti epistolari con New York,
tramite il manager Edward Rossi, che curava gli interessi di molti cantanti
napoletani emigrati ed, in particolare, quelli della Mignonette.
Dal
punto di vista canzonettistico, il primo successo musicale Sciotti lo
consegna alla regina della melodia napoletana, Maria Paris, la quale,
nonostante che nel 1955 è reduce dalla vittoria al 3° Festival della Canzone
Napoletana, trova con il motivo di Alberto Sciotti la vittoria al Concorso
"Pulcinella d'Oro".
Nel
1962, il poeta, con Salvatore Cardinale e Raffaele Mallozzi, produce
l'etichetta discografica Phonotris. L'etichetta porta al successo, tra tutti
i cantanti scritturati, Mario Merola, Nino Fiore, Giulietta Sacco, Maria De
Luca, Minia Dolliver, Maria Kelly, Tony Astarita e altri.
Negli
anni '70 il poeta assume la direzione artistica della Phonotype e realizza
numerose commedie musicali portate in scena dai big del momento (Mario
Abbate, Mario Merola, Mario Da Vinci, Carmelo Zappulla, Nino D'Angelo,
Gloriana, Mirna Doris, Sal Da Vinci, Tony Bruni, Rino Marcelli, Rosalia
Maggio, Beniamino Maggio, Alberto Amato, Pia Velsi, Nunzio Gallo, Mauro
Nardi, Mimmo Rocco, Virginia Da Brescia, Tonino Apicella, Lia Bruna, Isa
Marlene, Graziella Marina, Virginia Da Brescia, Alberto Amato, Enzo D’Auria,
Gianni Rosselli, Franco Moreno e altri) che trovano successo in tutta la
Penisola.
Sciotti vince l'edizione del Festival di Napoli 1981, organizzato da Rai
Tre, con la canzone "A mamma" (Mario Da Vinci), quella del Festival di
Acerra 1962 con “So nnato carcerato” (Mario Merola) e partecipa ad Un Disco
per l'Estate 1975 con il motivo "Carrettino siciliano" (Tony Bruni) ed al
Cantagiro 1977 con il brano "Dicitencelle" (Giulietta Sacco). Numerosi premi
sono, inoltre, assegnati ai brani: "Tradimento all'omertà" (Mario Abbate),
"Serenata ‘mbrugliata" (Mario Merola), "Paisà" (Nunzio Gallo), "Na paggina
d'ammore" (Mirna Doris), "Santa Lucia d'e marenare" (Nino Fiore) "Chianu
chianu" (Sergio Bruni), “A gnora mia” (Tony Bruni), "A sciantosa" (Nunzia
Greton), “Na vranca ‘e rena” (Gloriana), “Preghiera ‘e piscatore” (Valentina
Stella), “O voglio bene” (Virginia Da Brescia), “N’ora d’ammore” (Giulietta
Sacco), “Nanninella allessaiola bella” (Maria Paris), “Gelsomina” (Tonino
Apicella), “Ddoie lune” (Maria Nazionale), “Asso ‘e denare” (Mario Da
Vinci), “Malincunia d’ammore” (Franco Cipriani), "O mpicciusiello" (Tony
Astarita), “Marcello ‘o bello” (Rino Marcelli), “Io Pulcinella” (Armando
Marra), “Grazie Marì” (Pino Mauro), “Lettera a Napoli” (Sal Da Vinci),
“Alonzo” (Maria Del Monte), “Pe paura ‘e te perdere” (Enzo Del Forno),
“Dimme comm’aggia fa” (Gigi D’Alessio), “O ciondolo” (Gino Maringola)
“Povero ammore” (Carmelo Zappulla) e ancora per Nino Delli, Salvatore Zinzi,
Mimmo Rocco, Giusy, Antonello Rondi, Anonimo Napoletano (Augusto Visco),
Pamela Paris, Patrizia De Martino, Laura Grey (Cinzia), Giorgio Martin,
Gianni Rosselli, Enzo D’Auria, Mimmo Iannelli, Raffaele Accardo, Antonello
Rondi, Ciro Capano, Teresa Rocco, Gino Morelli, Alfio Lombardi, Patrizio,
Mario Trevi, Don Franco, Dino Prota, Giancarlo D’Auria (Gigi Pascal) e
altri.
Durante la sua carriera ha svolto un lavoro di recupero di canzoni antiche
napoletane, realizzando degli album, in particolare per Angela Luce, Tony
Bruni, Nino Fiore, Valentina Stella, Antonio Sorrentino, Mirna Doris e
Giulietta Sacco, che hanno ricevuto numerosi premi e grandi consensi della
Stampa.
"Era da anni che il
Napoli non aveva un vero e proprio inno. Un inno tutto azzurro che potesse
essere per i tifosi l'etichetta della loro passione, del loro caldo costante
incitamento. Da domenica il Napoli lo ha….
Con questa testata, il quotidiano Sport Sud del 21 novembre 1972 presenta la
nuova canzone di Sciotti-Aterrano dedicata alla squadra di calcio
partenopea.
Il
merito di questa iniziativa va al Calcio Napoli e per esso al presidente
Ferlaino ed al suo braccio destro, l'avv. Russo, poi al Club Napoli
Associati nella persona dell'avv. Della Rossa.
Difatti, grazie all'appoggio del Napoli e del Club, l'Ave Record realizza il
disco del nuovo inno del Napoli scritto da Alberto Sciotti, musicato da
Gianni Aterrano e interpretato da Nunzio Gallo.
La
canzone, prima di essere messa in commercio, è presentata ai giocatori
azzurri durante il loro ritiro di Baia Domizia, prima della partitissima con
la Juventus. Al termine della cerimonia, i giocatori del Napoli riportano
un'impressione favorevole, cosicchè il presidente Ferlaino dà
l'autorizzazione a cantare la canzone allo Stadio San Paolo di Napoli, prima
della partita. Il brano eseguito da Gallo è di buon auspicio per il
risultato finale di Napoli-Juventus. Alla fine della partita l"Inno del
Napoli" è ancora trasmesso dagli altoparlanti è riscuote un così grande
successo che il quotidiano Sport Sud è costretto ad allegare il 45 giri per
un'intero mese, prima che le richieste diminuissero.
Vavassori, subito dopo la partita, dichiara alla Stampa: "E' un brano
molto carino ed orecchiabile. È il nostro primo e vero Inno -
continua lo stopper - Ci porterà fortuna. Ci voleva proprio! Una
squadra come il Napoli non poteva non avere un Inno ufficiale".
Inevitabile la foto della squadra partenopea sulla copertina del 45 giri.
Sempre con la sua verve ironica, Sciotti realizza, come lato B del 45 giri,
la canzone scaccia-jella "Uocchie e maluocchie". Il motivo descrive il
classico rito partenopeo scacciajella per un futuro scudetto napoletano.
La
sua carriera si è arricchita con la creazione della meravigliosa "Serie
Celebrità", in collaborazione con Roberto Esposito della Phonotype.
Attraverso un recupero storico, sono portate alla luce le grandi voci di
Gennaro Pasquariello, Vittorio Parisi, Salvatore Papaccio, Eva Nova, Gilda
Mignonette, Lina Resal, Ria Rosa, Armando Gill, Franco Ricci, Nicola
Maldacea e altri. La Serie, nata verso la fine degli anni '60, ha girato il
mondo e ancora oggi è ristampata in cd.
Commediografo, oltre che poeta, Sciotti ha diretto numerose compagnie
teatrali, mettendo in scena, tra l'altro, le sceneggiate di gran successo:
"Miracolo 'e Natale", "Grazie Marì", "O scugnizzo e 'o signore", "Esposito
Teresa", "A discoteca", "Povero ammore", "Finalmente", "Muntevergine",
"Terza elementare", "O cunvento", "Tiziana", "O giurnalaio", "Sacrificio 'e
mamma", "Caro papà", "A cummunione e Salvatore", "O trovatello", "A figlia
d'a Madonna", "Il fuorilegge", "A sposa mia", "O cuntadino", "O caporeporato",
"Mpazzuto e bene", "Ncatenato mbraccio a te", "O spaccalegna", "Torna figlio
mio", "Povera mamma mia", "O chiammavano Masaniello" e tante altre.
Firma
, nel 1978, la sceneggiatura del film "Figlio mio sono innocente" con
Dolores Palumbo, Pietro De Vico, Carlo Taranto e Sal Da Vinci e della
pellicola "Napoli storia d'amore e di vendetta" del 1979 con Paola Pitagora,
Maria Fiore, Sal Da Vinci, Patrizio Oliva e Nunzio Gallo.
Inoltre, numerosi suoi brani, prendono parte come colonna sonora di alcuni
film, quali "Il camorrista", "Il Motorino", "Sud Side Story", “Figlio mio
sono innocente”, “Napoli una storia d’amore e di vendetta”, ecc.
Don
Alberto è soprannominato il poeta delle mamme perché circa la metà della sua
produzione musicale ha come protagonista la madre che egli considera
elemento fondamentale nella sua vita e nelle sue canzoni. Ogni sua canzone è
un grido di dolore con la figura della madre sempre al centro di tutti i
sentimenti. La madre, per il poeta, rappresenta l'amore infinito e
disinteressato, la speranza e l'illusione, la fortuna ed il disincanto.
Tra i
brani di Sciotti dedicati alla madre ricordiamo "Ammore 'e mamma" (Giulietta
Sacco), "Nu schiaffo a mamma mia" (Mario Da Vinci), "Primma so' mamma" (Isa
Landi), "Lacreme doce" (Mirna Doris), "Povera mamma" (Rosalia Maggio), "Nun
chiagnere mammà" (Sal Da Vinci), "Giustizia 'e mamma" (Gloriana), "Pe paura
e te perdere" (Enzo Del Forno) e altre.
Il
suo repertorio, nonostante i periodi delle grandi sceneggiate
strappalacrime, è prevalentemente comico. Durante la sua carriera, infatti,
ha realizzato molte macchiette musicali e numerosi sketch discografici per
Gino Maringola, Biagio Izzo, Maria Del Monte, Dolores Palumbo, Nina Landi,
Anna D’Onofrio, Mimmo Brescia, Armando Marra, Enzo Romano, Salvatore Pirone,
Gennarino Palumbo e altri. Ha prodotto, inoltre, nel 1976, la collana in
cinque volumi "Ballando con l'Anonimo Napoletano", recuperando le
sconosciute e divertentissime macchiette del repertorio di Gigi Pisano.
(n.b. l'Anonimo Napoletano è il M° Augusto Visco).
Grande amico ed ammiratore di Gigi Pisano, Sciotti è stato onorato, nel
1976, di completare "Dduje core", l'ultima canzone (lasciata in sospeso) del
popolare autore, cedutale da Rosita Pisano. Il motivo, completato, è stato
poi affidato alla grande ugola di Giulietta Sacco ed inserito nell'album "A
Giulietta queste nostre canzoni".
Uno
dei motivi più popolare di Sciotti è "A mamma" con il quale si aggiudica il
Festival di Napoli 1981. Il motivo che narra la storia di un emigrante che
corre a casa per abbracciare l'ultimo respiro della mamma, vince il Festival
grazie anche ad un'incredibile coincidenza. Il giorno della terza serata
festivaliera coincide con la festa della mamma. Alla stessa manifestazione,
il poeta si aggiudica anche il terzo posto con la moderna "Io e te",
interpreta da Franco Cipriani.
Me
chiamme
nun ce sta tiempo, aggia partì
dimane è tarde, po' murì
me
sta aspettanno mamma mia.
Me
chiamme
pecchè a lassaje tant'anne fa,
'o
bbene suoio chi mo pò ddà?
Si
nun a trovo a mamma mia?!
Me
chiamme mammà…
Un
pensiero di Don Alberto:
"Mamma, tu nun cunusce sta parola,
è
'nu rumanzo sul"a pronunzià.
Tutte vonn"e mamme cchiù d"o sole
mentr'io 'a cerco, e 'nvece nun ce stà!
Tu
me maltratte e me vatte pure
pe' ffà cuntente a chesta tua signora,
ma
io nun t'odio, basta ca 'nfacci"o muro
'nce
stà 'o ritratto 'e mamma cu 'nu sciore…" |

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