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Se avesse un sottotitolo, potrebbe essere: il
prezzo della dignità. Napoli Milionaria, capolavoro di Eduardo, in scena al
Teatro Paradiso, racconta di un popolo succube dei bombardamenti, della
povertà. Quella vera. Quella che divora gli animi fino a svilirli. L’arduo
compito di portare sul palco questo lavoro impegnativo è toccato alla
Compagnia Tutti in scena, ovvero Jolanda Pone, Antonio Raimondi,
Marino Gennarelli, Rosaria Barretta, Alfonso Di Pascale, Maria Scatola,
Silvana Scatola, Lello Piantadosi, Tonino Addati, Enzo Grieco, Fabio Ricco,
Gianni Esposito, Franco Pistone, Elena Barrotta, Antonella Giacco, Stefania
Nicotera, Ciro Toriello, Salvatore Morelli, Antonio Napolitano, Enzo Bottone.
Una performance questa, che trasmette a pieno il caleidoscopio di emozioni
di cui il testo è impregnato. Gi attori hanno dato voce in “punta di piedi”,
ad una delle commedie più complesse del teatro partenopeo. E lo hanno fatto
concentrandosi sulle personalità decise, che contrassegnano questo lavoro.
Una scelta vincente: Il clima è a tratti solenne, a tratti informale
seguendo così l’evolversi di una vicenda articolata quanto amara. Non è solo
una città allo sbando, alle prese con una guerra devastante quella che viene
rappresentata. E’ la deriva delle coscienze, inquadrata perfettamente
attraverso una forte caratterizzazione dei personaggi. I due protagonisti
principali in particolare, vengono interpretati con il supporto di una buona
mimica e con la capacità di dare voce al tormento che li attanaglia. Gli
attori dunque hanno spinto il pubblico ad andare oltre le parole,
l’apparenza. Vedendo cosa si cela ad esempio dietro la figura di Rituccia.
Una bimba che non compare mai, metafora di un “Io”, il quale spinge alla
revisione dei propri comportamenti. Una nota anche per la scenografia
firmata da Massimo Malavolta. Semplice, curata nei dettagli, in grado
di “ritrarre” il modificato stato economico del nucleo familiare |