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Essere se stessi senza filtri, senza remore. Ci vuole
coraggio. Una forza che “Margherita”, protagonista di Io? Semplicemente
io... , scritto da Angela Cotugno, incarna in maniera esemplare dimostrando
che nella vita l’essere se stessi paga. Un po’ come spogliarsi ad un tratto
di ipocrisie, falsi ideali e moralismi. E’ appunto la sua temerarietà, il
suo non dar peso al giudizio altrui a fare da filo conduttore della commedia
portata in scena da Melania Longo, Gigi Loffredo, Viviana Stefanelli,
Emiliano Shember, Margherita Caparro, Daniele Variale, Giuseppe Giordano,
Valerio Di Tella, Gessica Genovese, Flavia Zenga, Armando Cotugno, Bruno
Anselmi, Domenico Stefanelli. “Lei” o meglio un lui che si finge omosessuale
per “vendicare” uno zio defunto, mette a nudo le debolezze dei propri
familiari. Il nipote, succube della madre e vittima del suo ossessionante
controllo. E il fratello, pronto a trasformarsi per amore in una persona
totalmente diversa da quello che lui è in realtà. Insomma un mondo svelato
con i suoi chiaroscuri. Il tutto suggellato da un finale che è un monito a
coloro i quali affrontano la vita reprimendo la propria personalità e i
propri sogni. La domanda che ci si pone è chi siamo noi ? Siamo noi stessi o
ci trasformiamo in ciò che gli altri vorrebbero che fossimo? Un quesito dal
sapore pirandelliano dall’effetto dirompente. Alla fine ognuno deve fare i
conti con il proprio “Io” destinato a palesarsi prima o poi. Perché la voce
della propria coscienza non può tacere a lungo. Il merito degli attori è di
rappresentare con efficacia e credibilità la personalità del proprio
personaggio, mostrandone tutti gli aspetti. Una panoramica a
trecentosessanta gradi sulle fragilità e sui pensieri dei protagonisti. Un
testo efficace, fuori dagli schemi esaltato dalla capacità degli interpreti
di mettersi in gioco. |