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FAMIGLIA MAGGIO
di Antonio
Sciotti
La
famiglia Maggio ha dominato, nel teatro dialettale ed in quello in
lingua, per un periodo di tempo di oltre cent’anni (1880-1990). La famiglia
ha lasciato la sua impronta in tutti i settori dell’arte: canzone, teatro,
cinema, televisione, radio e musica.
La sua attività si è svolta, per un
periodo considerevole, al Teatro Orfeo di Napoli, tanto che il capostipite, Mimì Maggio, decide di affittare casa a
due passi dal popolare palcoscenico napoletano. La storia della famiglia Maggio
inizia con Mimì e Antonietta
Gravante per concludersi, nel
1996, con Pupella, ultima della dinastia dei Maggio.
Mimì Maggio
e Antonietta Gravante
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Mimì
Maggio (Napoli il 2 febbraio 1879 – Roma 6 giugno 1943), figlio di
Vincenzo, proprietario di una pizzeria nella Maddalena (popolare quartiere
napoletano), debutta giovanissimo, nel 1889, al Teatro Rossini, cantando in
duetto con la giovane Elvira Catania.
Artista passionale, ricco di
fascino e di buone qualità canore, è stato l’interprete preferito dei più
importanti autori e dei migliori impresari del Caffè-Concerto d’inizio ‘900.
Dopo le prime esibizioni
al Teatro Rossini, Mimì Maggio si prepara un repertorio musicale vastissimo,
formato da macchiette, melodie e duetti e, a poco a poco, la sua fama cresce
notevolmente, tanto che, ingaggiato nei primi periodi solo nei teatri di
Napoli e provincia, successivamente diventa star dei maggiori palcoscenici
d’Italia, da Roma a Firenze, da Milano a Genova, a Taranto.
Maggio, senza dubbio, può
essere considerato il vero padre della sceneggiata napoletana. Dal 1910,
infatti, in trio con l’attrice Silvia Coruzzolo (cognata della popolare
Gilda Mignonette) e con Roberto Ciaramella (valido macchiettista), Mimì
Maggio porta in scena le prime forme di sceneggiata, ossia dei brevi quadri
di prosa tratti da canzoni di successo.
Nel 1916, l’artista mette su
una piccola Formazione, dove milita anche in giovanissimo Totò, e debutta al
Teatro Orfeo con “Pupatella”, prima sceneggiata di successo.
Sposatosi, nel frattempo,
con la canzonettista Antonietta Gravante (Napoli 1880 – Roma 11 ottobre
1940), dalla loro unione nascono sedici figli, sette dei quali seguono le
orme paterne: Icario, Rosalia, Pupella, Dante, Beniamino, Enzo e Margherita.
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Enzo
Maggio (Napoli, 10 ottobre 1902 – Roma, 13 luglio 1973) esordisce
giovanissimo come cantante melodico al Teatro Orfeo di Napoli, dopodiché
cambia registro e si dedica, in particolare, alla macchietta ed alle
imitazioni (famoso il verso di Ridolini). Impegnato tra compagnie di
sceneggiate e quelle di rivista, dopo il secondo matrimonio, Enzo Maggio
decide di trasferirsi a Roma alla fine degli anni ’40 per continuare
l’attività in televisione e, soprattutto, al cinema dove interpreta un
notevole numero di pellicole.
Considerato dai produttori
un ottimo caratterista, l’artista lavora con importanti registi, quali
Vanzina, Capuano, Corbucci, Guerrini, Girolami, Marchesi, ecc.
Tra le maggiori
soddisfazioni artistiche di Enzo Maggio, il bel ruolo assegnatogli da
Federico Fellini nel film del 1952 “Lo sceicco bianco”.
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Beniamino Maggio
(Napoli, 10 agosto 1907 – 6 settembre 1990), nonostante abbia girato,
durante il corso della sua carriera una miriade di film (tra il 1949 ed il
1980), è sempre stato considerato un attore dallo stampo teatrale. Beniamino
è stato un vero protagonista nell’ambiente dell’avanspettacolo e, dopo i
debutti degli anni ’30, riesce, nel dopoguerra, a formare una propria
compagnia di rivista, trovando gran successo in tutta Italia.
Bloccato da un’atrofia
muscolare, l’artista continua ininterrottamente a lavorare, nonostante debba
rallentare l’attività per l’impedimento fisico.
Durante il corso della sua
carriera, è stato anche un apprezzatissimo macchiettista. Ha lanciato,
infatti, al successo le canzoni “Sophia”, “O spogliarello” e, soprattutto,
“La pansè”. Grazie al successo di questa canzone, Beniamino è stato, per un
periodo, anche ingaggiato dall’etichetta discografica Cgd.
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Dante
Maggio (Napoli, 2 marzo 1909 – Roma, 5 marzo 1992). Tra i fratelli
Maggio, Dante è, senza dubbio, è quello con la maggior attività, sia a
teatro che al cinema.
Dotato di una grintosa
disinvoltura scenica ed una verve comica molto naturale, è stato amatissimo
dal pubblico.
Debutta giovanissimo
nella Compagnia di Raffaele Viviani ed a seguire in quella di Anna Fougez e
poi di Peppino Villani. Agli inizi degli anni ’40, Dante forma una propria
compagnia di rivista, avendo, di volta in volta, come prime soubrette,
Dolores Palumbo, Elsa Ardito, Vera Nandi, Miriam Ferretti, ecc. Ma è il
cinema che impegna l’artista a tempo pieno, tra il 1940 ed il 1974, Dante
Maggio gira quasi cento film, molti di gran successo, lavorando con i
maggiori registi dell’epoca: Blasetti, Mattoli, Camerini, Costa, Bragaglia,
Soldati, Zampa, Corbucci, Capuano, Fizzaretti, Di Gianni e tanti altri.
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Icario e Margherita
Maggio hanno vita artistica molto breve. Icario, diplomatosi al
Conservatorio di San Pietro a Majella, non riesce a svolgere l’attività
perché muore giovanissimo, a soli 23 anni. Margherita Maggio (Napoli, 25
marzo 1927) è una ragazza molto procace, con un viso luminoso ed una verve
comica innata. L’artista debutta giovanissima con i fratelli. Milita per un
lungo periodo nella compagnia del padre, dopodichè, nel dopoguerra, si sposa
e si ritira a vita privata.
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Rosalia Maggio
(Palermo, 1 maggio 1921 – 26 luglio 1996) debutta giovanissima nella
Compagnia di rivista di Anna Fougez, dopodiché lavora nell’avanspettacolo e
nella sceneggiata.
Nell’immediato dopoguerra
trova gran successo nella Compagnia di Amedeo Girard, interpretando
un’eccellente “Assunta Spina” di Salvatore Di Giacomo. Le incursioni nella
prosa sono però limitate. È la rivista, infatti, la vera protagonista nella
carriera di Rosalia Maggio. Bella, solare e simpatica, ha coperto con gran
disinvoltura il ruolo della soubrette nelle compagnie di Mario Carotenuto,
Walter Chiari, Fausto Tommei, Renato Rascel, ecc.
Le sue procacità e il suo
bell’aspetto sono apprezzatissimi anche nel mondo della celluloide, dove
Rosalia, tra il 1936 ed il 1988, gira oltre trenta film con i registi
Simonelli, Pastina, Capuano, Fizzarotti, Mattoli, Zampa, Loy, Squittieri e
altri.
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Pupella Maggio
(Napoli, 24 aprile 1910 – Roma 8 dicembre
1999). Debutta giovanissima nella
compagnia del padre ed in altre formazioni di sceneggiata, ma la reale
svolta di Pupella arriva negli anni ’50 quando diventa presenza costante
della formazione di Eduardo De Filippo. Oltre al teatro dialettale, Pupella
ha recitato nelle Compagnie di Paolo Stoppa, Rina Morelli, Lilla Brignone ed
è stata una caratterista apprezzatissima anche al cinema. La Maggio ha,
infatti, lavorato con De Sica, Tornatore, Mastrocinque, Amendola, Loy, ecc.
Nel 1969, la Maggio si aggiudica il Nastro D’Argento per la gustosissima
caratterizzazione nel film di Luciano Salce “Il medico della mutua”.
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