I Fratelli "MAGGIO"

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n.8 del 06.04.2008

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B l o g

Gilda Mignonette

Prefazione

di Pietro Gargano

(Il Mattino)

 

Gilda Mignonette

Napoli-New York

Solo Andata

Rassegna Stampa

*Federico Vacalebre

*Giuseppe Giorgio

edisteatro

Paola Riccora

 

dedicato a

Paola Riccora

 

 

"SONO EDUARDO,
SCRIVETEMI QUALCOSA"

Bianca Sollazzo

Bianca Sollazzo e il Teatro che non ha età

Annibale Ruccello

Un grande Autore,

un grande Interprete

 

Annibale Ruccello

edisteatro

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FAMIGLIA MAGGIO

di Antonio Sciotti

La famiglia Maggio ha dominato, nel teatro dialettale ed in quello in lingua, per un periodo di tempo di oltre cent’anni (1880-1990). La famiglia ha lasciato la sua impronta in tutti i settori dell’arte: canzone, teatro, cinema, televisione, radio e musica. La sua attività si è svolta, per un periodo considerevole, al Teatro Orfeo di Napoli, tanto che il capostipite, Mimì Maggio, decide di affittare casa a due passi dal popolare palcoscenico napoletano. La storia della famiglia Maggio inizia con Mimì e Antonietta Gravante per concludersi, nel 1996, con Pupella, ultima della dinastia dei Maggio.

Mimì Maggio e Antonietta Gravante

Mimì Maggio (Napoli il 2 febbraio 1879 – Roma 6 giugno 1943), figlio di Vincenzo, proprietario di una pizzeria nella Maddalena (popolare quartiere napoletano), debutta giovanissimo, nel 1889, al Teatro Rossini, cantando in duetto con la giovane Elvira Catania.

Artista passionale, ricco di fascino e di buone qualità canore, è stato l’interprete preferito dei più importanti autori e dei migliori impresari del Caffè-Concerto d’inizio ‘900.

Dopo le prime esibizioni al Teatro Rossini, Mimì Maggio si prepara un repertorio musicale vastissimo, formato da macchiette, melodie e duetti e, a poco a poco, la sua fama cresce notevolmente, tanto che, ingaggiato nei primi periodi solo nei teatri di Napoli e provincia, successivamente diventa star dei maggiori palcoscenici d’Italia, da Roma a Firenze, da Milano a Genova, a Taranto.

Maggio, senza dubbio, può essere considerato il vero padre della sceneggiata napoletana. Dal 1910, infatti, in trio con l’attrice Silvia Coruzzolo (cognata della popolare Gilda Mignonette) e con Roberto Ciaramella (valido macchiettista), Mimì Maggio porta in scena le prime forme di sceneggiata, ossia dei brevi quadri di prosa tratti da canzoni di successo.

Nel 1916, l’artista mette su una piccola Formazione, dove milita anche in giovanissimo Totò, e debutta al Teatro Orfeo con “Pupatella”, prima sceneggiata di successo.

Sposatosi, nel frattempo, con la canzonettista Antonietta Gravante (Napoli 1880 – Roma 11 ottobre 1940), dalla loro unione nascono sedici figli, sette dei quali seguono le orme paterne: Icario, Rosalia, Pupella, Dante, Beniamino, Enzo e Margherita.

Enzo Maggio (Napoli, 10 ottobre 1902 – Roma, 13 luglio 1973) esordisce giovanissimo come cantante melodico al Teatro Orfeo di Napoli, dopodiché cambia registro e si dedica, in particolare, alla macchietta ed alle imitazioni (famoso il verso di Ridolini). Impegnato tra compagnie di sceneggiate e quelle di rivista, dopo il secondo matrimonio, Enzo Maggio decide di trasferirsi a Roma alla fine degli anni ’40 per continuare l’attività in televisione e, soprattutto, al cinema dove interpreta un notevole numero di pellicole.

Considerato dai produttori un ottimo caratterista, l’artista lavora con importanti registi, quali Vanzina, Capuano, Corbucci, Guerrini, Girolami, Marchesi, ecc.

Tra le maggiori soddisfazioni artistiche di Enzo Maggio, il bel ruolo assegnatogli da Federico Fellini nel film del 1952 “Lo sceicco bianco”.

Beniamino Maggio (Napoli, 10 agosto 1907 – 6 settembre 1990), nonostante abbia girato, durante il corso della sua carriera una miriade di film (tra il 1949 ed il 1980), è sempre stato considerato un attore dallo stampo teatrale. Beniamino è stato un vero protagonista nell’ambiente dell’avanspettacolo e, dopo i debutti degli anni ’30, riesce, nel dopoguerra, a formare una propria compagnia di rivista, trovando gran successo in tutta Italia.

Bloccato da un’atrofia muscolare, l’artista continua ininterrottamente a lavorare, nonostante debba rallentare l’attività per l’impedimento fisico.

Durante il corso della sua carriera, è stato anche un apprezzatissimo macchiettista. Ha lanciato, infatti, al successo le canzoni “Sophia”, “O spogliarello” e, soprattutto, “La pansè”. Grazie al successo di questa canzone, Beniamino è stato, per un periodo, anche ingaggiato dall’etichetta discografica Cgd.

Dante Maggio (Napoli, 2 marzo 1909 – Roma, 5 marzo 1992). Tra i fratelli Maggio, Dante è, senza dubbio, è quello con la maggior attività, sia a teatro che al cinema.

Dotato di una grintosa disinvoltura scenica ed una verve comica molto naturale, è stato amatissimo dal pubblico.

Debutta giovanissimo nella Compagnia di Raffaele Viviani ed a seguire in quella di Anna Fougez e poi di Peppino Villani. Agli inizi degli anni ’40, Dante forma una propria compagnia di rivista, avendo, di volta in volta, come prime soubrette, Dolores Palumbo, Elsa Ardito, Vera Nandi, Miriam Ferretti, ecc. Ma è il cinema che impegna l’artista a tempo pieno, tra il 1940 ed il 1974, Dante Maggio gira quasi cento film, molti di gran successo, lavorando con i maggiori registi dell’epoca: Blasetti, Mattoli, Camerini, Costa, Bragaglia, Soldati, Zampa, Corbucci, Capuano, Fizzaretti, Di Gianni e tanti altri.

Icario e Margherita Maggio hanno vita artistica molto breve. Icario, diplomatosi al Conservatorio di San Pietro a Majella, non riesce a svolgere l’attività perché muore giovanissimo, a soli 23 anni. Margherita Maggio (Napoli, 25 marzo 1927) è una ragazza molto procace, con un viso luminoso ed una verve comica innata. L’artista debutta giovanissima  con i fratelli. Milita per un lungo periodo nella compagnia del padre, dopodichè, nel dopoguerra, si sposa e si ritira a vita privata.

 

Rosalia Maggio (Palermo, 1 maggio 1921 – 26 luglio 1996) debutta giovanissima nella Compagnia di rivista di Anna Fougez, dopodiché lavora nell’avanspettacolo e nella sceneggiata.

Nell’immediato dopoguerra trova gran successo nella Compagnia di Amedeo Girard, interpretando un’eccellente “Assunta Spina” di Salvatore Di Giacomo. Le incursioni nella prosa sono però limitate. È la rivista, infatti, la vera protagonista nella carriera di Rosalia Maggio. Bella, solare e simpatica, ha coperto con gran disinvoltura il ruolo della soubrette nelle compagnie di Mario Carotenuto, Walter Chiari, Fausto Tommei, Renato Rascel, ecc.

Le sue procacità e il suo bell’aspetto sono apprezzatissimi anche nel mondo della celluloide, dove Rosalia, tra il 1936 ed il 1988, gira oltre trenta film con i registi Simonelli, Pastina, Capuano, Fizzarotti, Mattoli, Zampa, Loy, Squittieri e altri.

Pupella Maggio (Napoli, 24 aprile 1910 – Roma 8 dicembre 1999). Debutta giovanissima nella compagnia del padre ed in altre formazioni di sceneggiata, ma la reale svolta di Pupella arriva negli anni ’50 quando diventa presenza costante della formazione di Eduardo De Filippo. Oltre al teatro dialettale, Pupella ha recitato nelle Compagnie di Paolo Stoppa, Rina Morelli, Lilla Brignone ed è stata una caratterista apprezzatissima anche al cinema. La Maggio ha, infatti, lavorato con De Sica, Tornatore, Mastrocinque, Amendola, Loy, ecc. Nel 1969, la Maggio si aggiudica il Nastro D’Argento per la gustosissima caratterizzazione nel film di Luciano Salce “Il medico della mutua”.

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Ultimo aggiornamento:
28/02/2010

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