Le Maschere

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n.8 del 06.04.2008

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B l o g

Gilda Mignonette

Prefazione

di Pietro Gargano

(Il Mattino)

 

Gilda Mignonette

Napoli-New York

Solo Andata

Rassegna Stampa

*Federico Vacalebre

*Giuseppe Giorgio

edisteatro

Paola Riccora

 

dedicato a

Paola Riccora

 

 

"SONO EDUARDO,
SCRIVETEMI QUALCOSA"

Bianca Sollazzo

Bianca Sollazzo e il Teatro che non ha età

Annibale Ruccello

Un grande Autore,

un grande Interprete

 

Annibale Ruccello

edisteatro

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Teatro Sala Paradiso - Via Semmola n.16  - Napoli

Venerdi 17 - Sabato 18  ore 21,00 

Domenica 19 Aprile  2009 ore 18,30

La Compagnia Teatrale

LE MASCHERE

 in

     “ Tutta colpa del telefono “    

liberamente tratto da "Pronto 6 e 22 " di Paola Riccora

Regia Franco Vaccaro

Brochure

Moglie di un medico di "chiara fama" , dolce e ricca, Titina Sanguetti scopre improvvisamente che il marito la tradisce e decide di vendicarsi rendendogli pan per focaccia! Per attenuare i sensi di colpa, Titina decide che la vendetta sarà portata a termine con il primo che le capiterà. Il predestinato è Raffaele Callucci, un giovane avvocato prossimo al matrimonio, il quale soffre di un raro disturbo nevrotico sessuale: “Il complesso edipico della donna piangente”. Dall’incontro dei due nasceranno una serie di esilaranti situazioni di cui complice…il caso o…il telefono?

         Paola Riccora (al secolo Emilia Capriolo), autrice oggi quasi dimenticata, è stata molto attiva negli anni '50. Ricordiamo che un suo lavoro "Sarà stato Giovannino" è stato uno dei primi grandi successi della "Compagnia Teatro Umoristico De Filippo" di Eduardo, Peppino e Titina. Da questa commedia ed altri lavori, come "Fine mese", "Giorno di nozze" e "E' arrivato l'accordatore" sono stati tratti vari film interpretati tra gli altri da Titina De Filippo e Nino Taranto.

         Nacque a Napoli il 23 ottobre 1884, e suo padre, l'avvocato Nicola Vaglio, previde per lei, che era l'ultima di sette figli, il solo avvenire che a quell’epoca era riservato ad una «figlia femmina»: il matrimonio; sicché, piuttosto che tenerla agli studi, si provvide ad accumularle il «corredo». All’età di vent’anni sposò l’avvocato Caro Capriolo, e conquistò il privilegio di andare, in compagnia del marito, almeno un paio di volte la settimana al teatro. Nel 1915, all’inizio della guerra e con la chiusura dello studio legale del marito, Paola Riccora andò a chiedere lavoro ad Eugenio Aulicino, il direttore del "Teatro Nuovo", il quale le rispose che l'unico incarico che poteva affidarle era quello di tradurre dal francese, e di adattare al dialetto e alla realtà napoletana, delle pochade d’autori stranieri. Da quel giorno ebbe inizio la brillante carriera di Paola Riccora, che per un certo periodo dovette firmarsi con lo pseudonimo maschile di Paolo Riccora (anagramma del nome del marito) collaborando con Petrolini, De Filippo, Viviani, Dina Galli.

Il gruppo teatrale “Le Maschere” si è formato nel 1995 ed ha al suo attivo tredici intensi anni di attività teatrale che lo hanno visto cimentarsi con autori quali Plauto, Curcio, Eduardo e Peppino de Filippo, Raffaele Viviani ed altri.

     Di questi autori “Le Maschere” hanno rappresentato opere belle e significative come “Sabato, Domenica e Lunedì”, “Anfitrione”, “La Fortuna con l’effe maiuscola”, “Aria paesana”, “Non ti pago”, “Fatto di cronaca”,“Le voci di dentro”, “Uomo e galantuomo” e, presso il Teatro Mercadante di Napoli,  “L’ultimo scugnizzo”,  presso il Teatro Sannazaro di Napoli, “Morte di Carnevale”  e  “Tre amici e nu solde”.

     Tali opere sono state rappresentate sempre in forma integrale, con gli opportuni allestimenti scenici, di costume e musicali, nel pieno rispetto dello spirito dell’autore e dell’epoca. Di questo il pubblico ne ha dato atto crescendo di anno in anno, attraverso uno spontaneo passaparola e la simpatia che ha sempre dimostrato alla fine di ogni spettacolo.

     Ad oggi la compagnia Le Maschere conta oltre 50 rappresentazioni dei più noti autori del panorama napoletano rese nei teatri più rappresentativi della città di Napoli e provincia ,nonché a sostegno di iniziative benefiche promosse dalla Caritas e da vari istituti di beneficenza.

Gruppo teatrale “Le Maschere” - Via Madonna del Pantano, 131 (80014)              

   Giugliano in Camp. - Licola (Na) tel . 3389212932 - 3283616448 - 3388538091

http://gruppolemaschere.altervista.org   gruppoteatrale.lemaschere@virgilio.it

 

 

Archivio


 

Teatro Sala Paradiso - Via Semmola n.16  - Napoli

Sabato 2 ore 21,00 - Domenica 3 Febbraio 2008 ore 18,30

Venerdi 8 - Sabato 9 ore 21,00 - Domenica 10 Febbraio 2008 ore 19.00

La Compagnia Teatrale

LE MASCHERE

 in

     “ Sabato Domenica e Lunedi “    

di Eduardo De Filippo

Regia Franco Vaccaro e Sara Carannante

Dre@m Magazine  Il Mattino  penisola.it

  Ephemerides.it IL BRIGANTE  Napoli News

dramma.it  Il Mattino 2

 

Recensioni: IL BRIGANTE    Teatro.org

 

La Locandina

 

Dal 2 Febbraio alla Sala Paradiso - Via M.Semmola n.16 - Rione Alto - Napoli

"Sabato,Domenica e Lunedì"

di

Eduardo De Filippo

Personaggi Interpreti

Rosa

Virginia

Peppino

Rocco

Federico

Antonio

Giulianella

Amelia

Attilio

Raffaele

Luigi Ianniello

Elena Ianniello

Il sarto Catiello

Michele

Maria Carolina

Roberto

Dottor Cefercola

Sara Carannante

Teresa Di Perna

Franco Vaccaro

Marco Valerio Lainati

Vittorio Mennillo

Pino Ruggiero

Viviana De Francesco

Grazia Marenghi

Andrea Vaccaro

Lucio  Giordano

Giuseppe Mennillo

Rosaria Del Vecchio

Antonio Serpi

Marco Nocerino

Francesca Mennillo

Roberto Vaccaro

Enzo Frattini

Regia

FRANCO VACCARO

SARA CARANNANTE

Ricerca e Arrangiamenti Musicali : P. Catera

Acconciature e trucco : S. Salemme 

Costumi : M. Pennacchio

Allestimento scenografico : Le Maschere

La Compagnia

 

Foto di Gruppo

L'attrice ,Regista

Sara Carannante

Il gruppo teatrale “Le Maschere” si è formato nel 1995 ed ha al suo attivo dodici intensi anni di attività teatrale che lo hanno visto cimentarsi con autori quali Plauto, Curcio, Eduardo e Peppino de Filippo, Raffaele Viviani ed altri.Di questi autori “Le Maschere” hanno rappresentato opere belle e significative come “Anfitrione”, “La Fortuna con l’effe maiuscola”, “Aria paesana”, “Non ti pago”, “Fatto di cronaca”,“Le voci di dentro”, “Uomo e galantuomo” e, presso il Teatro Mercadante di Napoli,  “L’ultimo scugnizzo”,  presso il Teatro Sannazaro di Napoli, “Morte di Carnevale”  e  “Tre amici e nu solde”.Tali opere sono state rappresentate sempre in forma integrale, con gli opportuni allestimenti scenici, di costume e musicali, nel pieno rispetto dello spirito dell’autore e dell’epoca. Di questo il pubblico ne ha dato atto crescendo di anno in anno, attraverso uno spontaneo passaparola e la simpatia che ha sempre dimostrato alla fine di ogni spettacolo.Ad oggi la compagnia Le Maschere conta oltre 50 rappresentazioni dei più noti autori del panorama napoletano rese nei teatri più rappresentativi della città di Napoli e provincia ,nonché a sostegno di iniziative benefiche promosse dalla Caritas e da vari istituti di beneficenza.

Gruppo Teatrale

“Le Maschere”

Via Madonna del Pantano, 131 (80014)Giugliano in Camp.

Licola (Na)

tel .3389212932 - 3283616448 - 3388538091

Eduardo De Filippo

 

Sabato,Domenica e Lunedì

 

La storia

Tre giorni a casa Priore, ovvero accese discussioni, incomprensioni e litigi che danno vita a un quadretto familiare piccolo borghese in cui si confrontano almeno tre generazioni.

Le tre giornate del ragù napoletano.

Sabato,per sfumare la cipolla a fuoco lento e formare una crosta dura intorno al cuore;domenica per assaporare il veleno preparato con tanta cura; lunedì, dove la carne è un piatto freddo e si leccano le ferite postume alla sacra festività.

Scritta nel 1959, la commedia presenta un ceto arricchito da negozi a quattro vetrine al Rettifilo, senza più alcun ricordo dei lutti non molto lontani della guerra, visto che basta un nonnulla, una gelosia da condominio, un golfino color del mare regalato da un vicino zelante, a suscitare una catastrofe domenicale sull'orlo del ragù. Eppure su questo nulla Eduardo costruì un dramma ricco dei messaggi sociali che tanto amava: l'incomprensione, l'incomunicabilità, la diversa sensibilità di più generazioni; in definitiva la necessità dell'amore per tenere insieme la famiglia.

Moglie e marito litigano, urlano, si beccano e fronteggiano, in definitiva non si parlano. Analogamente la giovane figlia e il fidanzato. E il vecchio suocero che impreca sui maccheroni fumanti. E il vicino zelante che porta doni con il sorriso sulle labbra e getta il seme della discordia come un messaggero di sciagura. Il tutto in una cornice che coniuga sapientemente il “vecchio” e il “nuovo”, con una zia Memè che, anticipando i tempi, prodiga a tutti idee sul nuovo ruolo della donna. Non c'è pace nella famiglia Priore. Il loro è il dramma del non detto, del malanimo, della rabbia e dell'umore nero; dei silenzi parlanti, delle occhiate in tralice, della sfiducia e del sospetto.

Eduardo, che amava molto questo testo, non mancava di sottolinearne il senso più profondo: «In Sabato, domenica e lunedì – diceva – c’è un fermento contestatario, un’anticipazione dell’avvento del divorzio in Italia, una apparente fusione di finti rapporti cordiali. Alla fine della commedia non c’è chi non comprenda che soltanto l’amore può tenere insieme due esseri; non certo il matrimonio, e nemmeno i figli».

 

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Ultimo aggiornamento:
18/03/2010

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