Il Siparietto

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n.8 del 06.04.2008

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B l o g

Gilda Mignonette

Prefazione

di Pietro Gargano

(Il Mattino)

 

Gilda Mignonette

Napoli-New York

Solo Andata

Rassegna Stampa

*Federico Vacalebre

*Giuseppe Giorgio

edisteatro

Paola Riccora

 

dedicato a

Paola Riccora

 

 

"SONO EDUARDO,
SCRIVETEMI QUALCOSA"

Bianca Sollazzo

Bianca Sollazzo e il Teatro che non ha età

Annibale Ruccello

Un grande Autore,

un grande Interprete

 

Annibale Ruccello

edisteatro

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Teatro Bolivar

Via Bartolomeo Caracciolo,30-Napoli

Sabato 28 Marzo -  ore 21:00

Domenica 29 Marzo  2009 - ore 20,30

Spettacolo in Gara

La Compagnia Teatrale

Il Siparietto

 in

     “L'aria di mare mi rende nervoso “    

ovvero " Camomilla a Colazione"

scritto e diretto da Umberto Castaldi

 

L'autore e regista Umberto Castaldi

Nello scrivere “CAMOMILLA A COLAZIONE”, ribattezzata “L’ARIA DI MARE MI RENDE NERVOSO” mi sono ispirato alla pochade francese che ha raccolto unanimi consensi tra la fine dell’800 ed primi anni del 900: scritta in un primo momento in tre atti e due quadri, è stata ridotta in seguito in due atti ed una sola scena. Ho incrementato inoltre Il numero dei personaggi con lo scopo di ingarbugliare la trama con intrecci di contenuto comico di maggiore spessore. L’ambientazione è quella degli anni 10, sia per le situazioni che potevano manifestarsi all’epoca, sia per la ricchezza dei costumi nonché per la bellezza della scenografia e dell’arredamento. Il nodo centrale dell’intreccio è una situazione determinatasi in uno scompartimento di un treno durante un viaggio effettuato intorno al 1890 sul tratto ferroviario Napoli Roma: qualcuno potrà obiettare che il suddetto percorso fu inaugurato nel 1927; spero che gli attenti osservatori e conoscitori di storia ferroviaria, mi perdoneranno questa piccola ma voluta disattenzione. La commedia propone il più comune dei dilemma familiari che ancor oggi è senza risposta: “Chi è il capo di casa?” Ovviamente l’uomo è la risposta ufficiale, ma ben si sa che chi comanda è la donna, sia essa moglie, madre o amante. E’ quanto ci conferma “L’aria di mare mi rende nervoso”. Erminia è una donna molto energica ed è lei che organizza la vita di ogni componente della sua famiglia: l’unica che riesce in qualche modo a tenerle testa è la sorella di suo marito, Assunta: i loro contrasti nella conduzione familiare, in special modo della vita di Angelina, creano situazioni paradossali, ma esilaranti. Gervasio, “il capo di casa,” non osa contrastare mai la moglie e soccombe con rassegnazione ai voleri della consorte. Angelina, loro figlia, sposa Enrico, uomo maturo che potrebbe esserle padre: ed è quanto gli fa credere Erminia, quando si rende conto che genero e marito, dopo le nozze faranno sodalizio per contrastarla. Enrico è interdetto, ha sposato la figlia e quindi non può consumare il matrimonio e fa di tutto per evitarlo. La manovra di Erminia ovviamente determina situazioni paradossali, dove, come già detto, si intrecciano vari personaggi che hanno il preciso scopo di rendere la commedia comicissima. Quale sarà l’epilogo? Se vi sarete  divertiti riuscendo a rimanere al vostro posto fino alla fine dello spettacolo, avrete la  risposta al vostro interrogativo poco prima della chiusura definitiva del sipario…Posso solo anticiparvi: ”E vissero tutti felici e contenti”                   

                        Umberto Castaldi

 

Archivio


 

Sala Paradiso - Via Semmola n.16 - Napoli                    

17 - 18 Novembre  2007

La Compagnia

Il Siparietto

 in

  “ Aspettando l'Anno Nuovo “ 

scritto e diretto da Umberto Castaldi

In scena Sabato 17 ore 21,00 e Domenica 18 Novembre ore 18,30  alla Sala "G.Paradiso" di Via Semmola n.16 - Napoli - Rione Alto

IL CENTRO ARTISTICO TEATRALE

“ IL SIPARIETTO”

Presenta

 

“ASPETTANDO L’ANNO NUOVO”

Commedia in due atti di

UMBERTO CASTALDI

 

Personaggi ed interpreti

(in ordine di apparizione)

 

Maria  -  Angela Esposito

Zia Lulù - Silvana Brandi

Vanessa - Rosaria Lazzaro

Ugo  -  Umberto Castaldi

Pasquale - Mario Cerasuolo

Gennaro  - Peppe Costa

Claudio - Davide Monna

Asia -  Renata Orti

 

Regia Umberto Castaldi

 

 

 

Scene: Massimo Malavolta

Luci e amplif:   Emanuele Anepeta

Coord tecnico: R. Castaldi 

Costumi: A. Repezzati

Trucco: S. Vitale

Musiche origin: U. Castaldi

La Compagnia

 

La Storia

Aspettando l’anno nuovo

Sono dieci anni che, Gennaro Esposito tecnico di una Multinazionale in missione in Camerun, è stato rapito dai guerriglieri ed ancora non ha fatto ritorno a  casa. Maria, sua moglie, sposata pochi mesi prima di partire, gli è rimasta fedele ed ha sempre rifiutato le occasioni che le i sono presentate: Pasquale, ganimede di pochi scrupoli cerca di circuire la ragazza che però ama ancora più che mai Gennaro. Il 31 dicembre del 1979, durante uno dei soliti incontri in cui Pasquale offre ancora il suo amore interessato alla donna, arriva una lettera della Croce rossa che,  espletate le dovute indagini circa la scomparsa di Gennaro ritiene che questi sia morto. Maria ormai sfiduciata, bisognosa e desiderosa più d’affetto e comprensione che di sesso, cede alle proposte di Pasquale, ma subito dopo se ne pente e caccia via l’uomo: dopo un mese si accorge di essere incinta: è disperata, comunica il suo stato a Pasquale che però si rifiuta categoricamente questa paternità e se ne va in America per lavoro. A questo punto Maria tenta il suicidio, ma nel momento in cui sta per attuarlo il ritorno inaspettato di Gennaro riapre le porte di una vita felice ulteriormente allietata dalla nascita di Claudio che, rimasto figlio unico, viene cresciuto con un grande affetto fino a quando la sera del 31 dicembre del 1999 il ritorno improvviso di Pasquale sembra vanificare ed offuscare quanto di bello è successo negli ultimi venti anni: l’uomo è tornato dopo aver fatto fortuna e pretende che Maria riveli al figlio la vera paternità, ma…

Pertanto “Aspettando l’anno nuovo” è una commedia che pone alcuni interrogativi:

1.     E’ giusto che una donna viva per dieci anni nell’attesa dell’ipotetico ritorno del marito disperso all’estero perché rapito nell’espletamento  del proprio lavoro, senza considerare la possibilità di ricrearsi una vita con un altro compagno?

2.     E’ normale che una volta appresa la notizia della presunta morte, ceda alle avance di un atavico corteggiatore, solo perché in quel momento bisognosa d’affetto?

3.      E’ concepibile che un uomo cresca come proprio il figlio che la moglie ha concepito con un altro?

4.      E’ logico che un uomo dopo aver rinnegato la paternità, dopo venti anni abbia la presunzione di voler essere riconosciuto come padre del figlio non accettato?

5.     Quale potrà essere la reazione di un ragazzo di venti anni posto di fronte al dilemma di considerare padre chi l’ha generato oppure chi l’ha cresciuto?

Tutto questo potrà chiedersi un attento spettatore nel seguire il dipanarsi della commedia che oltre ai protagonisti propone altri personaggi che, con i loro interventi, ne alleggeriscono notevolmente i toni drammatici, rendendola piacevole e, in alcune situazioni, brillante se non addirittura comica.

                                                                                                                      Umberto Castaldi

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Ultimo aggiornamento:
28/02/2010

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