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Teatro Bolivar
Via Bartolomeo Caracciolo,30-Napoli |
Sabato 28 Marzo - ore 21:00
Domenica 29 Marzo 2009 - ore 20,30 |
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Spettacolo in Gara
La Compagnia Teatrale
Il Siparietto
in
“L'aria di mare mi rende nervoso “
ovvero " Camomilla a Colazione"
scritto e diretto da Umberto Castaldi |
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L'autore e regista Umberto
Castaldi
Nello scrivere “CAMOMILLA A
COLAZIONE”, ribattezzata “L’ARIA DI MARE MI RENDE NERVOSO” mi sono
ispirato alla pochade francese che ha raccolto unanimi consensi tra la
fine dell’800 ed primi anni del 900: scritta in un primo momento in tre
atti e due quadri, è stata ridotta in seguito in due atti ed una sola
scena. Ho incrementato inoltre Il numero dei personaggi con lo scopo di
ingarbugliare la trama con intrecci di contenuto comico di maggiore
spessore. L’ambientazione è quella degli anni 10, sia per le situazioni
che potevano manifestarsi all’epoca, sia per la ricchezza dei costumi
nonché per la bellezza della scenografia e dell’arredamento. Il nodo
centrale dell’intreccio è una situazione determinatasi in uno
scompartimento di un treno durante un viaggio effettuato intorno al 1890
sul tratto ferroviario Napoli Roma: qualcuno potrà obiettare che il
suddetto percorso fu inaugurato nel 1927; spero che gli attenti
osservatori e conoscitori di storia ferroviaria, mi perdoneranno questa
piccola ma voluta disattenzione. La commedia propone il più comune dei
dilemma familiari che ancor oggi è senza risposta: “Chi è il capo di
casa?” Ovviamente l’uomo è la risposta ufficiale, ma ben si sa che chi
comanda è la donna, sia essa moglie, madre o amante. E’ quanto ci
conferma “L’aria di mare mi rende nervoso”. Erminia è una donna molto
energica ed è lei che organizza la vita di ogni componente della sua
famiglia: l’unica che riesce in qualche modo a tenerle testa è la
sorella di suo marito, Assunta: i loro contrasti nella conduzione
familiare, in special modo della vita di Angelina, creano situazioni
paradossali, ma esilaranti. Gervasio, “il capo di casa,” non osa
contrastare mai la moglie e soccombe con rassegnazione ai voleri della
consorte. Angelina, loro figlia, sposa Enrico, uomo maturo che potrebbe
esserle padre: ed è quanto gli fa credere Erminia, quando si rende conto
che genero e marito, dopo le nozze faranno sodalizio per contrastarla.
Enrico è interdetto, ha sposato la figlia e quindi non può consumare il
matrimonio e fa di tutto per evitarlo. La manovra di Erminia ovviamente
determina situazioni paradossali, dove, come già detto, si intrecciano
vari personaggi che hanno il preciso scopo di rendere la commedia
comicissima. Quale sarà l’epilogo? Se vi sarete divertiti riuscendo a
rimanere al vostro posto fino alla fine dello spettacolo, avrete la
risposta al vostro interrogativo poco prima della chiusura definitiva
del sipario…Posso solo anticiparvi: ”E vissero tutti felici e contenti”
Umberto
Castaldi |
Archivio
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Sala Paradiso - Via Semmola n.16 - Napoli
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17 - 18 Novembre 2007
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La Compagnia
Il Siparietto
in
“
Aspettando l'Anno Nuovo
“
scritto e diretto da Umberto Castaldi |
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In scena
Sabato 17 ore 21,00
e Domenica 18 Novembre ore 18,30 alla Sala "G.Paradiso" di Via Semmola
n.16 - Napoli - Rione Alto
IL CENTRO ARTISTICO
TEATRALE
“ IL SIPARIETTO”
Presenta
“ASPETTANDO L’ANNO NUOVO”
Commedia in due atti di
UMBERTO CASTALDI
Personaggi ed interpreti
(in ordine di apparizione)
Maria - Angela Esposito
Zia Lulù - Silvana Brandi
Vanessa - Rosaria Lazzaro
Ugo - Umberto Castaldi
Pasquale - Mario Cerasuolo
Gennaro - Peppe Costa
Claudio - Davide Monna
Asia - Renata Orti
Regia
Umberto Castaldi
Scene: Massimo Malavolta
Luci e amplif: Emanuele
Anepeta
Coord tecnico: R. Castaldi
Costumi: A. Repezzati
Trucco: S.
Vitale
Musiche origin:
U. Castaldi |
La Compagnia
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La Storia
Aspettando
l’anno nuovo
Sono
dieci anni che, Gennaro Esposito tecnico di una Multinazionale in missione
in Camerun, è stato rapito dai guerriglieri ed ancora non ha fatto ritorno
a casa. Maria, sua moglie, sposata pochi mesi prima di partire, gli è
rimasta fedele ed ha sempre rifiutato le occasioni che le i sono presentate:
Pasquale, ganimede di pochi scrupoli cerca di circuire la ragazza che però
ama ancora più che mai Gennaro. Il 31 dicembre del 1979, durante uno dei
soliti incontri in cui Pasquale offre ancora il suo amore interessato alla
donna, arriva una lettera della Croce rossa che, espletate le dovute
indagini circa la scomparsa di Gennaro ritiene che questi sia morto. Maria
ormai sfiduciata, bisognosa e desiderosa più d’affetto e comprensione che di
sesso, cede alle proposte di Pasquale, ma subito dopo se ne pente e caccia
via l’uomo: dopo un mese si accorge di essere incinta: è disperata, comunica
il suo stato a Pasquale che però si rifiuta categoricamente questa paternità
e se ne va in America per lavoro. A questo punto Maria tenta il suicidio, ma
nel momento in cui sta per attuarlo il ritorno inaspettato di Gennaro riapre
le porte di una vita felice ulteriormente allietata dalla nascita di Claudio
che, rimasto figlio unico, viene cresciuto con un grande affetto fino a
quando la sera del 31 dicembre del 1999 il ritorno improvviso di Pasquale
sembra vanificare ed offuscare quanto di bello è successo negli ultimi venti
anni: l’uomo è tornato dopo aver fatto fortuna e pretende che Maria riveli
al figlio la vera paternità, ma…
Pertanto
“Aspettando l’anno nuovo” è una commedia che pone alcuni interrogativi:
1. E’
giusto che una donna viva per dieci anni nell’attesa dell’ipotetico ritorno
del marito disperso all’estero perché rapito nell’espletamento del proprio
lavoro, senza considerare la possibilità di ricrearsi una vita con un altro
compagno?
2. E’
normale che una volta appresa la notizia della presunta morte, ceda alle
avance di un atavico corteggiatore, solo perché in quel momento bisognosa
d’affetto?
3. E’
concepibile che un uomo cresca come proprio il figlio che la moglie ha
concepito con un altro?
4. E’
logico che un uomo dopo aver rinnegato la paternità, dopo venti anni abbia
la presunzione di voler essere riconosciuto come padre del figlio non
accettato?
5. Quale
potrà essere la reazione di un ragazzo di venti anni posto di fronte al
dilemma di considerare padre chi l’ha generato oppure chi l’ha cresciuto?
Tutto questo potrà chiedersi
un attento spettatore nel seguire il dipanarsi della commedia che oltre ai
protagonisti propone altri personaggi che, con i loro interventi, ne
alleggeriscono notevolmente i toni drammatici, rendendola piacevole e, in
alcune situazioni, brillante se non addirittura comica.
Umberto Castaldi |
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