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n.8 del 06.04.2008

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B l o g

Gilda Mignonette

Prefazione

di Pietro Gargano

(Il Mattino)

 

Gilda Mignonette

Napoli-New York

Solo Andata

Rassegna Stampa

*Federico Vacalebre

*Giuseppe Giorgio

edisteatro

Paola Riccora

 

dedicato a

Paola Riccora

 

 

"SONO EDUARDO,
SCRIVETEMI QUALCOSA"

Bianca Sollazzo

Bianca Sollazzo e il Teatro che non ha età

Annibale Ruccello

Un grande Autore,

un grande Interprete

 

Annibale Ruccello

edisteatro

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Sala Paradiso - Via Semmola n.16 - Napoli


Venerdi 11 - Sabato 12 Dicembre  ore 21:00

e Domenica 13  Dicembre 2009 ore 18:30

La Compagnia 

CANGIANI

 in

    "BENE MIO E CORE MIO" 

Di Eduardo de Filippo

Regia Lucio Monaco

BENE MIO E CORE MIO

(1955)

 

 

Regia

Lucio Monaco

 

Il titolo di questa commedia “è l’espressione abituale con la quale la gente del mio paese diagnostica e sintetizza ironicamente il tiro mancino che di sovente vien praticato ai suoi danni da una insospettabile persona di famiglia” (Eduardo).

In questo lavoro, che è tra i meno rappresentati di Eduardo, si intrecciano da un lato sentimenti fraterni e solidarietà autentiche, dall’altro ipocrisie, egoismi, avidità, astuzie che arrivano fino alla beffa. Protagonisti della vicenda sono Lorenzo e Chiarina Savastano, due fratelli non sposati di mezza età, molto legati tra loro e alla memoria dei genitori defunti. Questo apparente equilibrio viene rotto dalla decisione di Lorenzo di ristrutturare l’appartamento in vista di un prossimo eventuale matrimonio, decisione alla quale Chiarina si oppone decisamente minacciando il suicidio. Ma anche lei, nonostante tutto, non è insensibile alle lusinghe di un galante corteggiamento di un verduraio, più giovane di lei e non del tutto disinteressato…

La versione proposta è quella che debuttò al Teatro Eliseo di Roma, esattamente 49 anni fa, l’11 dicembre 1955, con protagonisti Eduardo e Dolores Palumbo. La commedia fu ripresa poi nella stagione 1983-84, dalla Compagnia Ente Teatro Cronaca, con Isa Danieli e Piero di Iorio, e nella stagione 2005-06 da Fabio Gravina. Esiste poi una versione televisiviva, del 1964, con Eduardo e Anna Miserocchi. Tutte queste versioni successive presentano numerose, e in qualche caso significative, modifiche al testo originale.

La motivazione principale per cui si è scelta la versione originale sta nella convinzione che essa rappresenti meglio di ogni altra le intenzioni vere e genuine dell’autore, senza tener conto di variazioni, che spesso sono il frutto di situazioni contingenti e passeggere.

D’altra parte questa è una strategia che l’Associazione Teatrale Cangiani porta avanti sin dalla sua nascita e che, visti i risultati, può senza dubbio dirsi, vincente.

Lucio Monaco

La Compagnia

Nata come Compagnia Teatrale Cangiani nel gennaio 2003, si costituisce come Associazione nel 2006, aderendo alla FEDER.GAT. Ponendosi come obiettivo principale quello di divertire e divertirsi, mediante la messa in scena di versioni integrali e originali di commedie in lingua e in dialetto, sono state proposte tre fra le più significative commedie di Armando Curcio, “I CASI SONO DUE”, “LA FORTUNA CON LA EFFE MAIUSCOLA”  e “A CHE SERVONO QUESTI QUATTRINI?”. Poi, in omaggio a Tina Pica, la sua traduzione napoletana dell’esilarante “S. GIOVANNI DECOLLATO” di Nino Martoglio. Successivamente, un classico del teatro comico italiano: “CAVIALE E LENTICCHIE” di Scarnicci e Tarabusi, nella versione originale in italiano. Due proposte scarpettiane con:  “DDUJE CHIAPPARIELLE”e “CANE E GATTE”, per cimentarsi poi con il capolavoro di Moliere “IL MALATO IMMAGINARIO”.Le ultime commedie proposte sono state: "'A morte 'e Carnevale" di Raffaele Viviani e "Non è vero... ma ci credo" e "La lettera di mammà" di Peppino de Filippo e "Sarà stato Giovannino" di Paola Riccora.

 


Archivio Spettacoli


 

Sala Paradiso - Via Semmola n.16 - Napoli


Venerdi 15 - Sabato 16 Maggio  ore 21:00

e Domenica 17 Maggio 2009  ore 18:30

La Compagnia  CANGIANI

 in

   "'O Fatte 'e cronaca"

di R.Viviani

Regia Lucio Monaco

 

 

La commedia  

Arturo Sammarino, marittimo, è lontano da casa per i lunghi periodi d'imbarco. Clara, sua moglie, si "distrae" con Alfredo. La sera di S. Giovanni si festeggia l'onomastico del padre di Clara, occasione per i due amanti per stare insieme. Ma, inaspettatamente, nel mezzo della festa arriva Arturo, che trova conferma concreta ai suoi sospetti. E' litigio furioso, e' tragedia: Clara cade giù dal terrazzo e muore. Scemulillo, unico testimone oculare, potrebbe raccontare l'esatto svolgimento dei fatti, ma non ci riesce...
La commedia fu rappresentata per la prima volta al Teatro Bellini di Napoli nel 1923.
La Compagnia

Nata come Compagnia Teatrale Cangiani nel gennaio 2003, si costituisce come Associazione nel 2006, aderendo alla FEDER.GAT. Ponendosi come obiettivo principale quello di divertire e divertirsi, mediante la messa in scena di versioni integrali e originali di commedie in lingua e in dialetto, sono state proposte tre fra le più significative commedie di Armando Curcio, “I CASI SONO DUE”, “LA FORTUNA CON LA EFFE MAIUSCOLA”  e “A CHE SERVONO QUESTI QUATTRINI?”. Poi, in omaggio a Tina Pica, la sua traduzione napoletana dell’esilarante “S. GIOVANNI DECOLLATO” di Nino Martoglio. Successivamente, un classico del teatro comico italiano: “CAVIALE E LENTICCHIE” di Scarnicci e Tarabusi, nella versione originale in italiano. Due proposte scarpettiane con:  “DDUJE CHIAPPARIELLE”e “CANE E GATTE”, per cimentarsi poi con il capolavoro di Moliere “IL MALATO IMMAGINARIO”.Le ultime commedie proposte sono state: "'A morte 'e Carnevale" di Raffaele Viviani e "Non è vero... ma ci credo" e "La lettera di mammà" di Peppino de Filippo e "Sarà stato Giovannino" di Paola Riccora.

L'autore

Raffaele Viviani

nasce a Castellammare di Stabia il 9 gennaio 1888. Figlio d’arte, esordisce a 4 anni nel Teatrino dei Pupi a Porta S. Gennaro.  Autodidatta, girando per i teatrini di Napoli e nelle piazze di Calabria Puglia e Sicilia, fino a Malta, e poi nei caffè, gelaterie dell’Italia settentrionale, riassume questa sua esperienza nella macchietta Lo scugnizzo. Diventa famoso nel varietà: lavora all’Eden di Milano, al Concert Mayol di Parigi, a Vienna, a Budapest, a Roma. Nel ‘17, lascia il varietà, forma una compagnia stabile con la sorella Luisella, Tina Pica, Gigi  Pisano e altri, che s’impianta al teatro Umberto, una grande baracca  in legno e muratura nei pressi del porto di Napoli. Compone delle brevi commedie, in prosa versi e musica, con scene e personaggi tratti dalla strada. I titoli sono una specie di Guida della città: Tuledo ‘e notte, Porta Capuana, Scalo Marittimo, oppure di ambienti particolari: ‘O Vico, Circo equestre Sgueglia, oppure di mestieri: La musica dei ciechi, I pescatori, I barcajoli, oppure ancora di feste popolari: Festa di Piedigrotta, Montevergine, ‘O spusarizio, Compose in tutto 38 opere in uno o più atti. Morì a Napoli il 22 marzo 1950.

 


Archivio Spettacoli


 

Sala Paradiso - Via Semmola n.16 - Napoli


Venerdi 13 - Sabato 14 Febbraio ore 21,00

e Domenica 15 Febbraio ore 18,30

La Compagnia  CANGIANI

 in

     " Sarà stato Giovannino    

di Paola Riccora

Regia Lucio Monaco

 

napoliontheroad.it  Ephemerides.it IL BRIGANTE   napoli.com  Teatro.org

Recensione:IL BRIGANTE - LUCIO MONACO FA RIVIVERE EDUARDO

La commedia  

La famiglia Apicella è una famiglia della media borghesia come tante. Ospite, non molto gradito, è lo sfortunato cugino Giovannino, al quale vengono addossate tutte le colpe di ciò che capita in famiglia, pur essendo di altri la responsabilità. Ma, poichè la giustizia trionfa, si scoprirà che...
La commedia venne rappresentata per la prima volta a Napoli, al Teatro Sannazzaro, il 2 febbraio 1933, dalla Compagnia del Teatro Umoristico dei Fratelli De Filippo. 

La Compagnia

Nata come Compagnia Teatrale Cangiani nel gennaio 2003, si costituisce come Associazione nel 2006, aderendo alla FEDER.GAT. Ponendosi come obiettivo principale quello di divertire e divertirsi, mediante la messa in scena di versioni integrali e originali di commedie in lingua e in dialetto, sono state proposte tre fra le più significative commedie di Armando Curcio, “I CASI SONO DUE”, “LA FORTUNA CON LA EFFE MAIUSCOLA”  e “A CHE SERVONO QUESTI QUATTRINI?”. Poi, in omaggio a Tina Pica, la sua traduzione napoletana dell’esilarante “S. GIOVANNI DECOLLATO” di Nino Martoglio. Successivamente, un classico del teatro comico italiano: “CAVIALE E LENTICCHIE” di Scarnicci e Tarabusi, nella versione originale in italiano. Due proposte scarpettiane con:  “DDUJE CHIAPPARIELLE”e “CANE E GATTE”, per cimentarsi poi con il capolavoro di Moliere “IL MALATO IMMAGINARIO”.Le ultime commedie proposte sono state: "'A morte 'e Carnevale" di Raffaele Viviani e "Non è vero... ma ci credo" e "La lettera di mammà" di Peppino de Filippo.

L'autore

PAOLA RICCORA

 

Paola Riccora, pseudonimo di Emilia Vaglio, commediografa napoletana, iniziò la sua attività nel 1916 ed in pochi anni, attingendo dal vastissimo repertorio delle pochade francesi, ridusse in napoletano oltre 60 commedie. Dal 1919 iniziò con "Viate a vvuje" un’attività originale di commedie napoletane, che fu felice per la freschezza, la spontaneità e per la grazia degli argomenti e del dialogo. Con gli stessi felici risultati, continuò la scrittura di commedie in dialetto alternandole ad altre in lingua

 

Sala Paradiso - Via Semmola n.16 - Napoli

Venerdi 14 - Sabato 15 Novembre, ore 20,45

e Domenica 16 Novembre  ore 19,00

La Compagnia 

CANGIANI

 in

     “ La Lettera di Mammà“    

di Peppino De Filippo

Regia Lucio Monaco

La commedia  

JulieNews.it  IL BRIGANTE 

ephemerides  il denaro  napoli.com

NapoliNapoli.com

Recensioni: IL BRIGANTE Teatro.org

 

(foto di scena)

La famiglia Bentivoglio, ricchi commercianti, aspira ad avere qualche quarto di nobiltà. La proposta del cav. De rosa, mediatore di matrimoni, di far sposare la giovane Claretta con il baroncino Riccardo calza a pennello. E meglio ancora se si riuscirà a combinare anche il matrimonio tra il barone Edoardo, zio di Riccardo, e la signorina Teresa, anziana zia di Claretta. Ma, in punto di morte, la mamma di Riccardo ha lasciato una lettera con il suo testamento spirituale. E Riccardo,candido e ingenuo, intende obbedire alla sua mamma. Tra equivoci, espedienti e sorprese, si arriverà al lieto finale, che metterà a posto tutto… o quasi.

 

La commedia andò in scena per la prima volta al Teatro Sannazzaro di Napoli nel 1933.

 La Compagnia

Nata come Compagnia Teatrale Cangiani nel gennaio 2003, si costituisce come Associazione nel 2006, aderendo alla FEDER.GAT. Ponendosi come obiettivo principale quello di divertire e divertirsi, mediante la messa in scena di versioni integrali e originali di commedie in lingua e in dialetto, sono state proposte tre fra le più significative commedie di Armando Curcio, “I CASI SONO DUE”, “LA FORTUNA CON LA EFFE MAIUSCOLA”  e “A CHE SERVONO QUESTI QUATTRINI?”. Poi, in omaggio a Tina Pica, la sua traduzione napoletana dell’esilarante “S. GIOVANNI DECOLLATO” di Nino Martoglio. Successivamente, un classico del teatro comico italiano: “CAVIALE E LENTICCHIE” di Scarnicci e Tarabusi, nella versione originale in italiano. Due proposte scarpettiane con:  “DDUJE CHIAPPARIELLE”e “CANE E GATTE”, per cimentarsi poi con il capolavoro di Moliere “IL MALATO IMMAGINARIO”.

Le ultime due commedie proposte sono state: “’A MORTE ‘E CARNEVALE”di Raffaele Viviani e “NON E’ VERO… MA CI CREDO” di Peppino de Filippo .

L'autore

Peppino de Filippo nasce a Napoli il 24 agosto 1903, figlio illegittimo, come Titina ed Eduardo, di Eduardo Scarpetta e Luisa de Filippo. Dopo i tristi anni dell’infanzia, esordisce in teatro con i due fratelli nella compagnia di Scarpetta. Nel 1935(?) i tre fratelli formano una loro compagnia che miete enormi successi dall’esordio con l’atto unico di Eduardo “Sik Sik l’artefice magico”, attraverso la messa in scena di tante commedie sia di Eduardo che di Peppino che di altri autori. La collaborazione con Eduardo, duro ed autoritario, divenne sempre più difficile, finchè Peppino lasciò la compagnia nel 1945 per formarne una propria. Intensa fu anche l’attività cinematografica: ben 16 film con Totò, con cui formò una coppia irresistibile, e poi con registi come Fellini, Lattuada e Soldati. Lunghe furono le molte tournee teatrali che lo portarono in Sudamerica, in Spagna, a Parigi, a Londra, a Praga, Varsavia, in Jugoslavia, Svizzera, Portogallo. Dal 1966 iniziò anche una fortunata attività televisiva, creando la famosa maschera di Pappagone.

Muore a Roma il 26 gennaio 1980

 

 

 

Sala Paradiso - Via Semmola n.16 - Napoli

Venerdi 30 Novembre - Sabato 01 Dicembre ore 20,30

e Domenica 2 Dicembre ore 18,00

La Compagnia 

CANGIANI

 in

     “ A Morte e Carnevale “    

di Raffaele Viviani

Regia Lucio Monaco

LA COMMEDIA

Pasquale Capuozzi è Carnevale, vecchio e sgradevole usuraio. La sua morte è per tutti, parenti, affini e vittime una liberazione, ma…

La commedia andò in scena per la prima volta a Firenze il 16 novembre 1928, poi si susseguirono le repliche al Mercadante di Napoli, al Teatro Margherita  a Roma, all’Eden di Milano al Piccinni di Bari. Ripresa nel dopoguerra da Nino Taranto, se ne ricorda soprattutto la messa in scena del 1981 della Compagnia del Sannazzaro, con i fratelli Taranto e Luisa Conte e la regia di Gennaro Magliulo.

Renato Simoni, critico del Corriere della Sera, scrive nel ‘30: <Poche commedie dialettali hanno la festevolezza movimentata di questa che il Viviani scrive, senza pretese per sé e per la propria compagnia.

Archivio: Spettacolo del 27.12.2007

La Compagnia

 

 

La Compagnia Teatrale Cangiani nasce nel gennaio 2003. Attraverso un lungo lavoro, svolto con molta serietà e professionalità, il gruppo ha messo in scena, in rapida successione, tre fra le più significative commedie di Armando Curcio, “I CASI SONO DUE”, “LA FORTUNA CON LA EFFE MAIUSCOLA”  e “A CHE SERVONO QUESTI QUATTRINI?”. Nel giugno 2004 si è poi esibita all’aperto nel corso della manifestazione “Tre serate con… Tina Pica”, nell’esilarante “S. GIOVANNI DECOLLATO” di Nino Martoglio, nella traduzione napoletana di Tina Pica.

Nel giugno 2005, ha presentato nel corso della manifestazione all’aperto “Tre serate con… Nino e Carlo Taranto””CAVIALE E LENTICCHIE” di Scarnicci e Tarabusi, nella versione originale in italiano, replicandola a Collemeto di Galatina (Lecce), durante i festeggiamenti della Patrona e successivamente nella III Rassegna del Teatro Umoristico. Sempre in questa manifestazione, nel marzo 2006, la Compagnia ha presentato un’altra commedia di Eduardo Scarpetta “DDUJE CHIAPPARIELLE”. A  luglio 2006, sempre a Collemeto, ha riproposto “I CASI SONO DUE”.

Costituitasi in Associazione, aderente alla FEDER.GAT, ha partecipato alla IV Rassegna del Teatro Umoristico presentando, con grande successo, “NU MESE ‘O FFRISCO”, di Paola Riccora, nel dicembre 2006,  e, nel maggio 2007, il capolavoro di Moliere “IL MALATO IMMAGINARIO”.

 

L’AUTORE

Raffaele Viviani nasce a Castellammare di Stabia il 9 gennaio 1888. Figlio d’arte, esordisce a 4 anni nel Teatrino dei Pupi a Porta S. Gennaro.  Autodidatta, girando per i teatrini di Napoli e nelle piazze di Calabria Puglia e Sicilia, fino a Malta, e poi nei caffè, gelaterie dell’Italia settentrionale, riassume questa sua esperienza nella macchietta Lo scugnizzo. Diventa famoso nel varietà: lavora all’Eden di Milano, al Concert Mayol di Parigi, a Vienna, a Budapest, a Roma. Nel ‘17, lascia il varietà, forma una compagnia stabile con la sorella Luisella, Tina Pica, Gigi  Pisano e altri, che s’impianta al teatro Umberto, una grande baracca  in legno e muratura nei pressi del porto di Napoli. Compone delle brevi commedie, in prosa, versi e musica, con scene e personaggi tratti dalla strada. I titoli sono una specie di Guida della città: Tuledo ‘e notte, Porta Capuana, Scalo Marittimo, oppure di ambienti particolari: ‘O Vico, Circo equestre Sgueglia, oppure di mestieri: La musica dei ciechi, I pescatori, I barcajoli, oppure ancora a feste popolari: Festa di Piedigrotta, Montevergine, ‘O spusarizio, Compose in tutto 38 opere in uno o più atti. Morì a Napoli il 22 marzo 1950.

 

 

Sala Paradiso - Via Semmola n.16 - Napoli

11 - 12 - 13  Maggio  2007

 

La Compagnia CANGIANI

 in

     “ Il Malato Immaginario  “    

di Molière

Regia Lucio Monaco

Jean-Baptiste Poquelin

in arte

Molière

Da molti ritenuto il capolavoro assoluto del teatro di Molière, Il malato immaginario narra le disavventure di un ipocondriaco Argante, padre di una bella figlia, marito di una donna opportunista e fedifraga e vittima di uno sciame di dottorini-avvoltoi salassatori e ciarlatani.
I guai cominciano quando, con un patto di matrimonio arbitrariamente siglato, Argante promette la figlia in moglie ad un giovane quanto babbeo dottorino di fresca laurea, in modo da potersi garantire un sereno (…e gratuito) futuro di consulti e ricette. L’ostilità della figlia, segretamente innamorata di Cléante, e la calcolata ingerenza della moglie, algida esecutrice di un piano truffaldino, finiscono per spingere il povero Argante in una fitta trama di inganni, equivoci, burle e finzioni, giocate - per lo più - sulla sua stessa burbera ed inguaribile ingenuità.
Ipocondriaco sino a rasentare la follia, Argante vive di medici e medicine, spiando ossessivamente in se stesso i sintomi di tutte le possibili malattie. Su questa base scattano i meccanismi classici della commedia: una moglie avida, una figlia il cui amore è contrastato salvo poi trionfare al momento buono in un immancabile lieto fine, un gruppo di untuosi ed infidi dottori che si nascondono dietro grandi paroloni in “latinorum”, un fratello savio e una cameriera fedele e astuta come tradizione vuole.
La tradizione, commettendo forse una forzatura, ha accomunato la malattia con la vecchiezza identificando di conseguenza il ruolo del Malato con un attore anziano o addirittura vecchio. Ma Molière lo scrive per se stesso quindi per un uomo non vecchissimo  restituendo  al testo un aspetto importantissimo e certe volte dimenticato: Argante probabilmente ha più paura di vivere che di morire.

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Ultimo aggiornamento:
18/03/2010

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