|

| |
|
Sala Paradiso - Via Semmola n.16 - Napoli
Venerdi 11 - Sabato 12 Dicembre ore 21:00
e Domenica 13 Dicembre 2009 ore 18:30
La Compagnia
CANGIANI
in
"BENE MIO E CORE MIO"
Di Eduardo de Filippo
Regia Lucio Monaco |
 |
|
BENE MIO E CORE MIO
(1955)
Regia
Lucio Monaco
|
 |
Il titolo di questa
commedia “è l’espressione abituale con la quale la gente del mio paese
diagnostica e sintetizza ironicamente il tiro mancino che di sovente vien
praticato ai suoi danni da una insospettabile persona di famiglia”
(Eduardo).
In questo lavoro, che è
tra i meno rappresentati di Eduardo, si intrecciano da un lato sentimenti
fraterni e solidarietà autentiche, dall’altro ipocrisie, egoismi, avidità,
astuzie che arrivano fino alla beffa. Protagonisti della vicenda sono
Lorenzo e Chiarina Savastano, due fratelli non sposati di mezza età, molto
legati tra loro e alla memoria dei genitori defunti. Questo apparente
equilibrio viene rotto dalla decisione di Lorenzo di ristrutturare
l’appartamento in vista di un prossimo eventuale matrimonio, decisione alla
quale Chiarina si oppone decisamente minacciando il suicidio. Ma anche lei,
nonostante tutto, non è insensibile alle lusinghe di un galante
corteggiamento di un verduraio, più giovane di lei e non del tutto
disinteressato…
La versione proposta è
quella che debuttò al Teatro Eliseo di Roma, esattamente 49 anni fa, l’11
dicembre 1955, con protagonisti Eduardo e Dolores Palumbo. La commedia fu
ripresa poi nella stagione 1983-84, dalla Compagnia Ente Teatro Cronaca, con
Isa Danieli e Piero di Iorio, e nella stagione 2005-06 da Fabio Gravina.
Esiste poi una versione televisiviva, del 1964, con Eduardo e Anna
Miserocchi. Tutte queste versioni successive presentano numerose, e in
qualche caso significative, modifiche al testo originale.
La motivazione principale
per cui si è scelta la versione originale sta nella convinzione che essa
rappresenti meglio di ogni altra le intenzioni vere e genuine dell’autore,
senza tener conto di variazioni, che spesso sono il frutto di situazioni
contingenti e passeggere.
D’altra parte questa è
una strategia che l’Associazione Teatrale Cangiani porta avanti sin dalla
sua nascita e che, visti i risultati, può senza dubbio dirsi, vincente.
Lucio Monaco |
|
La Compagnia
Nata
come
Compagnia Teatrale Cangiani nel gennaio 2003, si costituisce come
Associazione nel 2006, aderendo alla FEDER.GAT. Ponendosi come obiettivo
principale quello di divertire e divertirsi, mediante la messa in scena
di versioni integrali e originali di commedie in lingua e in dialetto,
sono state proposte tre fra le più significative commedie di Armando
Curcio, “I CASI SONO DUE”, “LA FORTUNA CON LA EFFE MAIUSCOLA” e “A CHE
SERVONO QUESTI QUATTRINI?”. Poi, in omaggio a Tina Pica, la sua
traduzione napoletana dell’esilarante “S.
GIOVANNI DECOLLATO” di Nino Martoglio. Successivamente, un classico del
teatro comico italiano: “CAVIALE E LENTICCHIE” di Scarnicci e Tarabusi,
nella versione originale in italiano. Due proposte scarpettiane con:
“DDUJE CHIAPPARIELLE”e “CANE E GATTE”, per cimentarsi poi con il
capolavoro di Moliere “IL MALATO IMMAGINARIO”.Le ultime commedie
proposte sono state: "'A morte 'e Carnevale" di Raffaele Viviani e "Non
è vero... ma ci credo" e "La lettera di mammà" di Peppino de Filippo e
"Sarà stato Giovannino" di Paola Riccora. |
Archivio Spettacoli
|
Sala Paradiso - Via Semmola n.16 - Napoli
Venerdi 15 - Sabato 16 Maggio ore 21:00
e Domenica 17 Maggio 2009 ore 18:30
La Compagnia
CANGIANI
in
"'O Fatte 'e cronaca"
di R.Viviani
Regia Lucio Monaco

|
|
La commedia
Arturo Sammarino, marittimo, è lontano da
casa per i lunghi periodi d'imbarco. Clara, sua moglie, si "distrae" con
Alfredo. La sera di S. Giovanni si festeggia l'onomastico del padre di
Clara, occasione per i due amanti per stare insieme. Ma,
inaspettatamente, nel mezzo della festa arriva Arturo, che trova
conferma concreta ai suoi sospetti. E' litigio furioso, e' tragedia:
Clara cade giù dal terrazzo e muore. Scemulillo, unico testimone
oculare, potrebbe raccontare l'esatto svolgimento dei fatti, ma non ci
riesce...
La commedia fu rappresentata per la
prima volta al Teatro Bellini di Napoli nel 1923.
|
 |
La Compagnia |
Nata
come
Compagnia Teatrale Cangiani nel gennaio 2003, si costituisce come
Associazione nel 2006, aderendo alla FEDER.GAT. Ponendosi come obiettivo
principale quello di divertire e divertirsi, mediante la messa in scena
di versioni integrali e originali di commedie in lingua e in dialetto,
sono state proposte tre fra le più significative commedie di Armando
Curcio, “I CASI SONO DUE”, “LA FORTUNA CON LA EFFE MAIUSCOLA” e “A CHE
SERVONO QUESTI QUATTRINI?”. Poi, in omaggio a Tina Pica, la sua
traduzione napoletana dell’esilarante “S.
GIOVANNI DECOLLATO” di Nino Martoglio. Successivamente, un classico del
teatro comico italiano: “CAVIALE E LENTICCHIE” di Scarnicci e Tarabusi,
nella versione originale in italiano. Due proposte scarpettiane con:
“DDUJE CHIAPPARIELLE”e “CANE E GATTE”, per cimentarsi poi con il
capolavoro di Moliere “IL MALATO IMMAGINARIO”.Le ultime commedie
proposte sono state: "'A morte 'e Carnevale" di Raffaele Viviani e "Non
è vero... ma ci credo" e "La lettera di mammà" di Peppino de Filippo e
"Sarà stato Giovannino" di Paola Riccora.
|
|
L'autore
Raffaele Viviani
nasce a Castellammare di
Stabia il 9 gennaio 1888. Figlio d’arte, esordisce a 4 anni nel
Teatrino dei Pupi a Porta S. Gennaro. Autodidatta, girando per i
teatrini di Napoli e nelle piazze di Calabria Puglia e Sicilia, fino
a Malta, e poi nei caffè, gelaterie dell’Italia settentrionale,
riassume questa sua esperienza nella macchietta
Lo scugnizzo. Diventa
famoso nel varietà: lavora all’Eden di Milano, al Concert Mayol di
Parigi, a Vienna, a Budapest, a Roma. Nel ‘17, lascia il varietà,
forma una compagnia stabile con la sorella Luisella, Tina Pica,
Gigi Pisano e altri, che s’impianta al teatro Umberto, una grande
baracca in legno e muratura nei pressi del porto di Napoli. Compone
delle brevi commedie, in prosa versi e musica, con scene e
personaggi tratti dalla strada. I titoli sono una specie di Guida
della città: Tuledo ‘e notte,
Porta Capuana,
Scalo Marittimo, oppure
di ambienti particolari: ‘O
Vico, Circo equestre
Sgueglia, oppure di mestieri:
La musica dei ciechi,
I pescatori,
I barcajoli, oppure
ancora di feste popolari: Festa
di Piedigrotta,
Montevergine, ‘O
spusarizio, Compose in tutto 38 opere in uno o più atti.
Morì a Napoli il 22 marzo 1950. |
 |
|
Archivio Spettacoli
|
Sala Paradiso - Via Semmola n.16 - Napoli
Venerdi 13 - Sabato 14 Febbraio ore 21,00
e Domenica 15 Febbraio ore 18,30
La Compagnia
CANGIANI
in
" Sarà stato Giovannino
di Paola Riccora
Regia Lucio Monaco
napoliontheroad.it
Ephemerides.it
IL BRIGANTE
napoli.com Teatro.org
Recensione:IL
BRIGANTE - LUCIO MONACO FA RIVIVERE EDUARDO |
 |
|
La commedia
La famiglia Apicella è una famiglia della
media borghesia come tante. Ospite, non molto gradito, è lo sfortunato
cugino Giovannino, al quale vengono addossate tutte le colpe di ciò che
capita in famiglia, pur essendo di altri la responsabilità. Ma, poichè
la giustizia trionfa, si scoprirà che...
La commedia
venne rappresentata per la prima volta a Napoli, al Teatro Sannazzaro,
il 2 febbraio 1933, dalla Compagnia del Teatro Umoristico dei Fratelli
De Filippo.
|
|
La Compagnia
Nata
come Compagnia Teatrale Cangiani nel gennaio 2003, si costituisce come
Associazione nel 2006, aderendo alla FEDER.GAT. Ponendosi come obiettivo
principale quello di divertire e divertirsi, mediante la messa in scena di
versioni integrali e originali di commedie in lingua e in dialetto, sono
state proposte tre fra le più significative commedie di Armando Curcio, “I
CASI SONO DUE”, “LA FORTUNA CON LA EFFE MAIUSCOLA” e “A CHE SERVONO QUESTI
QUATTRINI?”. Poi, in omaggio a Tina Pica, la sua traduzione napoletana
dell’esilarante “S. GIOVANNI DECOLLATO” di Nino
Martoglio. Successivamente, un classico del teatro comico italiano: “CAVIALE
E LENTICCHIE” di Scarnicci e Tarabusi, nella versione originale in italiano.
Due proposte scarpettiane con: “DDUJE CHIAPPARIELLE”e “CANE E GATTE”, per
cimentarsi poi con il capolavoro di Moliere “IL MALATO IMMAGINARIO”.Le
ultime commedie proposte sono state: "'A morte 'e Carnevale" di Raffaele
Viviani e "Non è vero... ma ci credo" e "La lettera di mammà" di Peppino de
Filippo. |
|
L'autore
PAOLA
RICCORA
Paola Riccora,
pseudonimo di Emilia Vaglio, commediografa napoletana, iniziò la sua
attività nel 1916 ed in pochi anni, attingendo dal vastissimo repertorio
delle pochade francesi, ridusse in napoletano oltre 60 commedie. Dal 1919
iniziò con "Viate a vvuje" un’attività originale di commedie napoletane, che
fu felice per la freschezza, la spontaneità e per la grazia degli argomenti
e del dialogo. Con gli stessi felici risultati, continuò la scrittura di
commedie in dialetto alternandole ad altre in lingua
|
|
Sala Paradiso - Via Semmola n.16 - Napoli
Venerdi 14 - Sabato 15 Novembre, ore 20,45
e Domenica 16 Novembre ore 19,00
La Compagnia
CANGIANI
in
“ La Lettera di Mammà“
di Peppino De Filippo
Regia Lucio Monaco |
 |
|
La commedia
JulieNews.it
IL BRIGANTE
ephemerides
il denaro
napoli.com
NapoliNapoli.com
Recensioni:
IL BRIGANTE
Teatro.org
(foto di
scena)
La famiglia Bentivoglio, ricchi
commercianti, aspira ad avere qualche quarto di nobiltà. La proposta del
cav. De rosa, mediatore di matrimoni, di far sposare la giovane Claretta
con il baroncino Riccardo calza a pennello. E meglio ancora se si riuscirà
a combinare anche il matrimonio tra il barone Edoardo, zio di Riccardo, e
la signorina Teresa, anziana zia di Claretta. Ma, in punto di morte, la
mamma di Riccardo ha lasciato una lettera con il suo testamento
spirituale. E Riccardo,candido e ingenuo, intende obbedire alla sua mamma.
Tra equivoci, espedienti e sorprese, si arriverà al lieto finale, che
metterà a posto tutto… o quasi.
La commedia andò in scena per la
prima volta al Teatro Sannazzaro di Napoli nel 1933. |
La Compagnia
Nata come
Compagnia Teatrale Cangiani nel gennaio 2003, si costituisce come
Associazione nel 2006, aderendo alla FEDER.GAT. Ponendosi come obiettivo
principale quello di divertire e divertirsi, mediante la messa in scena di
versioni integrali e originali di commedie in lingua e in dialetto, sono
state proposte tre fra le più significative commedie di Armando Curcio, “I
CASI SONO DUE”, “LA FORTUNA CON LA EFFE MAIUSCOLA” e “A CHE SERVONO QUESTI
QUATTRINI?”. Poi, in omaggio a Tina Pica, la sua traduzione napoletana
dell’esilarante “S. GIOVANNI DECOLLATO” di Nino Martoglio. Successivamente,
un classico del teatro comico italiano: “CAVIALE E LENTICCHIE” di Scarnicci
e Tarabusi, nella versione originale in italiano. Due proposte scarpettiane
con: “DDUJE CHIAPPARIELLE”e “CANE E GATTE”, per cimentarsi poi con il
capolavoro di Moliere “IL MALATO IMMAGINARIO”.
Le ultime due commedie proposte sono
state: “’A MORTE ‘E CARNEVALE”di Raffaele Viviani e “NON E’ VERO… MA CI
CREDO” di Peppino de Filippo . |
|
L'autore
Peppino de Filippo nasce a Napoli il
24 agosto 1903, figlio illegittimo, come Titina ed Eduardo, di Eduardo
Scarpetta e Luisa de Filippo. Dopo i tristi anni dell’infanzia, esordisce in
teatro con i due fratelli nella compagnia di Scarpetta. Nel 1935(?) i tre
fratelli formano una loro compagnia che miete enormi successi dall’esordio
con l’atto unico di Eduardo “Sik Sik l’artefice magico”, attraverso la messa
in scena di tante commedie sia di Eduardo che di Peppino che di altri
autori. La collaborazione con Eduardo, duro ed autoritario, divenne sempre
più difficile, finchè Peppino lasciò la compagnia nel 1945 per formarne una
propria. Intensa fu anche l’attività cinematografica: ben 16 film con Totò,
con cui formò una coppia irresistibile, e poi con registi come Fellini,
Lattuada e Soldati. Lunghe furono le molte tournee teatrali che lo portarono
in Sudamerica, in Spagna, a Parigi, a Londra, a Praga, Varsavia, in
Jugoslavia, Svizzera, Portogallo. Dal 1966 iniziò anche una fortunata
attività televisiva, creando la famosa maschera di Pappagone.
Muore a Roma il 26 gennaio 1980 |
 |
|
Sala Paradiso - Via Semmola n.16 - Napoli
Venerdi 30 Novembre - Sabato 01 Dicembre ore 20,30
e Domenica 2 Dicembre ore 18,00
La Compagnia
CANGIANI
in
“ A Morte e Carnevale “
di Raffaele Viviani
Regia Lucio Monaco |
 |
|
LA COMMEDIA
 Pasquale Capuozzi è
Carnevale, vecchio e sgradevole usuraio. La sua morte è per tutti, parenti,
affini e vittime una liberazione, ma…
La commedia andò in scena
per la prima volta a Firenze il 16 novembre 1928, poi si susseguirono le
repliche al Mercadante di Napoli, al Teatro Margherita a Roma, all’Eden di
Milano al Piccinni di Bari. Ripresa nel dopoguerra da Nino Taranto, se ne
ricorda soprattutto la messa in scena del 1981 della Compagnia del
Sannazzaro, con i fratelli Taranto e Luisa Conte e la regia di Gennaro Magliulo.
Renato Simoni, critico
del Corriere della Sera, scrive nel ‘30: <Poche commedie dialettali hanno la
festevolezza movimentata di questa che il Viviani scrive, senza pretese per
sé e per la propria compagnia. |
Archivio:
Spettacolo del 27.12.2007
La Compagnia

La Compagnia Teatrale
Cangiani nasce nel gennaio 2003. Attraverso un lungo lavoro, svolto con
molta serietà e professionalità, il gruppo ha messo in scena, in rapida
successione, tre fra le più significative commedie di Armando Curcio, “I
CASI SONO DUE”, “LA FORTUNA CON LA EFFE MAIUSCOLA” e “A CHE SERVONO QUESTI
QUATTRINI?”. Nel giugno 2004 si è poi esibita all’aperto nel corso della
manifestazione “Tre serate con… Tina Pica”, nell’esilarante “S. GIOVANNI
DECOLLATO” di Nino Martoglio, nella traduzione napoletana di Tina Pica.
Nel giugno 2005, ha
presentato nel corso della manifestazione all’aperto “Tre serate con… Nino e
Carlo Taranto””CAVIALE E LENTICCHIE” di Scarnicci e Tarabusi, nella versione
originale in italiano, replicandola a Collemeto di Galatina (Lecce), durante
i festeggiamenti della Patrona e successivamente nella III Rassegna del
Teatro Umoristico. Sempre in questa manifestazione, nel marzo 2006, la
Compagnia ha presentato un’altra commedia di Eduardo Scarpetta “DDUJE
CHIAPPARIELLE”. A luglio 2006, sempre a Collemeto, ha riproposto “I CASI
SONO DUE”.
Costituitasi in
Associazione, aderente alla FEDER.GAT, ha partecipato alla IV Rassegna del
Teatro Umoristico presentando, con grande successo, “NU MESE ‘O FFRISCO”, di
Paola Riccora, nel dicembre 2006, e, nel maggio 2007, il capolavoro di
Moliere “IL MALATO IMMAGINARIO”.
|
|
L’AUTORE
Raffaele Viviani
nasce a Castellammare di Stabia il 9 gennaio 1888. Figlio d’arte, esordisce
a 4 anni nel Teatrino dei Pupi a Porta S. Gennaro. Autodidatta, girando per
i teatrini di Napoli e nelle piazze di Calabria Puglia e Sicilia, fino a
Malta, e poi nei caffè, gelaterie dell’Italia settentrionale, riassume
questa sua esperienza nella macchietta Lo scugnizzo. Diventa famoso
nel varietà: lavora all’Eden di Milano, al Concert Mayol di Parigi, a
Vienna, a Budapest, a Roma. Nel ‘17, lascia il varietà, forma una compagnia
stabile con la sorella Luisella, Tina Pica, Gigi Pisano e altri, che
s’impianta al teatro Umberto, una grande baracca in legno e muratura nei
pressi del porto di Napoli. Compone delle brevi commedie, in prosa, versi e
musica, con scene e personaggi tratti dalla strada. I titoli sono una specie
di Guida della città: Tuledo ‘e notte, Porta Capuana, Scalo
Marittimo, oppure di ambienti particolari: ‘O Vico, Circo
equestre Sgueglia, oppure di mestieri: La musica dei ciechi, I
pescatori, I barcajoli, oppure ancora a feste popolari: Festa
di Piedigrotta, Montevergine, ‘O spusarizio, Compose in
tutto 38 opere in uno o più atti. Morì a Napoli il 22 marzo 1950. |
|
Sala Paradiso - Via Semmola n.16 - Napoli
11 - 12 - 13 Maggio 2007
La Compagnia CANGIANI
in
“ Il Malato Immaginario “
di Molière
Regia Lucio Monaco |
 |
 |
 |
 |
 |
|

Jean-Baptiste
Poquelin
in arte
Molière
Da molti ritenuto il
capolavoro assoluto del teatro di Molière, Il malato immaginario
narra le disavventure di un ipocondriaco Argante, padre di una bella figlia,
marito di una donna opportunista e fedifraga e vittima di uno sciame di
dottorini-avvoltoi salassatori e ciarlatani.
I guai cominciano quando, con un patto di matrimonio arbitrariamente
siglato, Argante promette la figlia in moglie ad un giovane quanto babbeo
dottorino di fresca laurea, in modo da potersi garantire un sereno (…e
gratuito) futuro di consulti e ricette. L’ostilità della figlia,
segretamente innamorata di Cléante, e la calcolata ingerenza della moglie,
algida esecutrice di un piano truffaldino, finiscono per spingere il povero
Argante in una fitta trama di inganni, equivoci, burle e finzioni, giocate -
per lo più - sulla sua stessa burbera ed inguaribile ingenuità.
Ipocondriaco sino a rasentare la follia, Argante vive di medici e medicine,
spiando ossessivamente in se stesso i sintomi di tutte le possibili
malattie. Su questa base scattano i meccanismi classici della commedia: una
moglie avida, una figlia il cui amore è contrastato salvo poi trionfare al
momento buono in un immancabile lieto fine, un gruppo di untuosi ed infidi
dottori che si nascondono dietro grandi paroloni in “latinorum”, un fratello
savio e una cameriera fedele e astuta come tradizione vuole.
La tradizione, commettendo forse una forzatura, ha accomunato la malattia
con la vecchiezza identificando di conseguenza il ruolo del Malato con un
attore anziano o addirittura vecchio. Ma Molière lo scrive per se stesso
quindi per un uomo non vecchissimo restituendo al testo un
aspetto importantissimo e certe volte dimenticato: Argante probabilmente ha
più paura di vivere che di morire.
|
|