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n.8 del 06.04.2008

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B l o g

Gilda Mignonette

Prefazione

di Pietro Gargano

(Il Mattino)

 

Gilda Mignonette

Napoli-New York

Solo Andata

Rassegna Stampa

*Federico Vacalebre

*Giuseppe Giorgio

edisteatro

Paola Riccora

 

dedicato a

Paola Riccora

 

 

"SONO EDUARDO,
SCRIVETEMI QUALCOSA"

Bianca Sollazzo

Bianca Sollazzo e il Teatro che non ha età

Annibale Ruccello

Un grande Autore,

un grande Interprete

 

Annibale Ruccello

edisteatro

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Teatro Bolivar-Via Bartolomeo Caracciolo,30 - Napoli

Sabato 16 Maggio 2009

 ore 21:00

Spettacolo in Gara

L'Associazione Culturale

Sonora

 in

   “Quando Saremo Grandi “  

Spettacolo teatrale e Musicale in 2 Tempi

scritto e diretto da Valerio Piccoli  -  Luciano Saiano - Giovanni Tarricone


QUANDO SAREMO GRANDI

Una città troppo spesso apprezzata in tutto il mondo solo per la sua pizza, il mandolino e le sue canzoni antiche, ma troppo spesso anche etichettata in modo negativo per i problemi che la divorano ogni giorno e che costringono la sua gente a vivere tra mille difficoltà, la stessa gente, quella vera, che continua difendere a denti stretti la propria dignità e i valori in cui crede ancora, quella gente che fa di Napoli la città più bella del mondo. Ecco intervenire un’agenzia dei sogni sui turisti scettici e impauriti, che giungono a Napoli, in comitiva, con l’ansia di fuggire subito per raggiungere mete più sicure come la costiera e le isole. L’obiettivo è trasmettere, a chi non crede, la parte sana della città.  Una vera e propria compagnia capitanata da un’entità superiore, entra nei sogni di una turista del nord, mettendo in scena la storia d’amore tra un giovane artista ed una prostituta, una storia ostacolata da tante insidie, intorno alla quale ruotano varie tematiche e vari personaggi. Al risveglio qualcosa finalmente è cambiato, e la persona sente un irresistibile desiderio di fermarsi per conoscere più a fondo la vera anima nobile di una nobile città.

 

La Compagnia


 

In costruzione

 

si richiede alla compagnia di inviare urgentemente notizie sul gruppo all'indirizzo mail: info@edisteatro.org

grazie

 


 


Archivio Spettacoli


 

Teatro Bolivar-Via Bartolomeo Caracciolo,30-Napoli

Sabato 10 Maggio 2008

 ore 20,30

Spettacolo in Gara

L'Associazione Culturale

La Sonora

 in

   “Teatrandando “  

Musical

scritto e diretto da Costantino Punzo

La Locandina

Teatrandando

 

scritto e diretto da Costantino Punzo

 

 

La Compagnia


 

 

 

Recensione:

 

IL BRIGANTE  Teatro.org

 

IL BRIGANTE  dramma.it  Ephemerides.it  Campania Tour

 

 Bedandbreakfastnapoli  New Bigol   Fine settimana.it

NOTE DELL’AUTORE SUL LAVORO TEATRALE

Teatrandando

SOTTOTITOLO

BREVISSIMA STORIA DEL TEATRO NAPOLETANO ATTRAVERSO UN FANTASIOSO VIAGGIO DI DUE SCRITTORI NEI TEATRI DI NAPOLI

L’ Autore ha inteso con questo spettacolo far conoscere, soprattutto ai giovani, una breve storia del Teatro napoletano rivisitando, attraverso un immaginario percorso tra i Teatri che hanno segnato incisivamente le varie epoche teatrali, scritti; testi di canzoni; autori ed attori famosi che, partendo da Napoli, hanno portato l’arte teatrale partenopea in tutto il mondo.Tale percorso avviene mediante l’interpretazione di canzoni e brani recitati di ogni epoca teatrale rivisitata.Le epoche artistiche che si è inteso rappresentare sono:

·    Il 1600 con la favola del Giovan Battista Basile de “La Gatta Cenerentola” riportata nel suo “Cunto de li cunti”(giornata prima trattenimento sesto). Il brano scelto dalla “Gatta Cenerentola”, messa in scena dal M.o R. De Simone, è quello delle lavandaie.Tale quadro, permette di far conoscere al pubblico alcuni testi canori dell’epoca (jesce sole, il canto delle lavandaie, le lavandaie del Vomero) di autori anonimi, a noi tramandati oralmente e ripresi ed adattati musicalmente per l’appunto dal Maestro De Simone. Inoltre, il famoso ballo che le stesse lavandaie eseguono al ritmo delle Tammorre, è servito per indicare l’origine delle famose “tarantate” .

·    Il 1700 con la “Commedia dell’arte” e quindi con la maschera di Pulcinella, che per circa  due secoli è padrone assoluta del teatro napoletano.Dopo attente ricerche di testi che potessero esprimere a pieno il momentoartistico della Commedia dell’arte, l’autore ha ritenuto l’atto unico  “Il S. Carlino” di Pasquale Ruocco testo ideale per far rivivere e quindi conoscere tutte le maschere ed i “tipi” ( Pulcinella, il Guappo, il Felice, l’Avvocato Tartaglia, Palummella, etc.) che componevano il Teatro della Commedia dell’arte partenopea.La maschera del Pulcinella, fu interpretata da numerosissimi attori che l’hanno resa celebre; ma ella  ebbe il suo massimo splendore grazie all’autore-attore Antonio Petito; il quale morì nel corso di una sua rappresentazione (La Dama Bianca) proprio al Teatro San Carlino e fu, durante quel funesto momento, che A. Petito, diede inizio alla famosa tradizione del passaggio della “maschera”, la quale non può e non deve mai morire, passandola così al figlio Salvatore.

· Il 1900 è stato il secolo più ricco dell’evoluzione teatrale partenopea.In questo lavoro, s’intende rappresentarlo con le diverse forme di teatro e musica che nel corso di questo secolo si sono succedute ad un ritmo sostenutissimo.

1.  Colui che la fece da padrona per quasi un secolo fu il famoso Eduardo Scarpetta il quale, captando l’evoluzione del momento teatrale, fece assurgere alla popolarità la figura di “Felice Sciosciammocca” che dominò il teatro napoletano, prima nel S. Carlino all’interno della stessa compagnia di Petito e poi nel Teatro del Fondo oggi Mercadante; dal 1870 al 1909.Uno dei tanti brani che hanno reso famoso il “Teatro Scarpettiano” è stato il 3° atto della fortunatissima commedia “ ‘O Scarfalietto”  e noi, questo testo, abbiamo inteso presentarlo al pubblico mediante la famosa “arringa” di Don Anselmo Raganelli o meglio conosciuto come l’Avvocato Tartaglia.

2.  Nei primi del novecento si fa largo, proveniente dalla Francia, anche il famoso “Cafè chantant

Il tempio di tale forma d’arte fu il famosissimo “Salone Margherita”.Lì si esibirono famosi macchiettisti, ballerine dal corpo mozzafiato, fantasisti  cantanti di giacca. Quest’ultimi poi introdussero una forma di teatro molto popolare, quale “La sceneggiata”.Noi abbiamo inteso rappresentare tale periodo, mediante un piccolo accenno di come avvenivano le presentazioni degli spettacoli nel corso delle quali il presentatore interloquiva con il pubblico; un balletto in voga in quel periodo (il Can Can) e la parodia di una sceneggiata.

3.  Contemporaneamente, come già detto, in quel periodo si viveva a Napoli un’intensa attività teatrale.

L’Attore più incisivo, sia per la recitazione, sia per il grosso contributo di opere teatrali, nel periodo che va dal 1920 al 1940, è stato sicuramente il grande Raffaele Viviani.I brani scelti per rappresentarlo sono:  La poesia “Guaglione“ che è un po’ la sua  storia autobiografica ed  il quadro molto poetico perché carico di una amara ironia “A musica de’ ciechi” per poi ripresentare la famosissima “Bambinella”.

4.  I nostri narratori si spostano poi al  Teatro S. Ferdinando, tempio indiscusso del grande Eduardo De Filippo.L’autore ha inteso fare omaggio a Eduardo con il monologo della Preghiera alla madonna dele Rose, tratto dalla famosissima e stupenda commedia “Filumena Maturano”.

5.  Dal San Ferdinando di Eduardo, il percorso termina presso un teatro “cantina” di Provincia; arrivando così ai giorni nostri, dove il Cabaret Napoletano ha dato tanto successo al nostro attore contemporaneo più amato: Massimo Troisi.Questo momento sarà caratterizzato, solo strumentalmente, dall’esecuzione della colonna sonora del Postino.

Lo spettacolo si chiuderà, col ritorno alla realtà dei nostri giorni, sottolineata da un brano musicale interpretato dall’intera compagnia.

L'Autore

 

COSTANTINO PUNZO
 

Costantino Punzo, nasce a San Giorgio a Cremano il 30.6.1954, sposato e padre di due figli maggiorenni di cui uno ballerino di danza classica.

Egli inizia i primi passi teatrali, come tutti i giovani dell’epoca, presso l’Oratorio “San Giovanni Bosco” della Parrocchia di Sant’Anna insieme ad altri suoi amici, tra i quali Massimo Troisi e Lello Arena.

A causa della messa in scena, all’interno dell’Oratorio, di uno spettacolo su temi scottanti dell’epoca quali: l’aborto, la droga, l’obiezione di coscienza militare, questi “giovani” furono allontanati dal teatro Parrocchiale.

Questo allontanamento non demoralizzò affatto il piccolo gruppo di giovani artisti in erba e fu così, che insieme ad altri amici, capitanati dall’allora maggiorenne Renato Barbieri, oggi famoso burattinaio, fondarono il famoso Centro Teatro Spazio.    

Dalle tavole di questo Teatrino di fortuna, dopo anni di esperienze e di confronti anche con altre realtà artistiche, ognuno, chi con più o meno fortuna, iniziò ad intraprendere il proprio percorso teatrale.

Costantino, dopo anni di interpretazioni della maschera di pulcinella e destinato, per sua scelta artistica, ad interpretare ruoli di “comico brillante”, superando un provino sostenuto presso il Teatro Sannazzaro, ebbe la fortuna di lavorare per circa 5 anni nella famosissima Compagnia di Luisa Conte, con i grandi Nino e Carlo Taranto.

Dopo questa importante esperienza mette su, insieme ad un amico attore, conosciuto nel corso di alcune sceneggiate con Mario Trevi e Mario Merola,  un duo comico con il quale, per circa 4 anni, si esibisce nei più famosi locali e piazze, vincendo anche un primo premio al Festival Nazionale del Cabarét al Deby di Milano, presentato da Pippo Baudo.

Prende parte per circa 3 anni, presso l’ emittente televisiva Canale 21, ad una fortunatissima serie teatrale televisiva sotto la Direzione artistica del Maestro Trottolino, famoso showmen dell’avanspettacolo napoletano.

Sono da annoverare inoltre, nel proprio curriculum artistico, esperienze teatrali tenute nelle Compagnie di Mario Scarpetta e di Antonio Casagrande; ed esperienze sotto la direzione di registi come: Giuseppe De Martino, Gennaro Magliulo, Nello Mascia e Peppe Sollazzo.

Ritiratosi dal professionismo egli presta, da circa dieci anni, la sua esperienza artistica a compagnie cosi dette ”amatoriali”; mettendo in scena, sia come regista e sia, in alcuni casi anche come interprete, diversi lavori teatrali di autori vari, ottenendo un notevole successo di pubblica e di critica.

Il lavoro al quale si sta dedicando in questi giorni è un’opera in prosa e musica che ripercorre, mediante un sogno di fantasia, un viaggio immaginario lungo i teatri napoletani dal ‘600 ai giorni nostri.        

 

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Ultimo aggiornamento:
28/02/2010

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