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Teatro Bolivar-Via Bartolomeo Caracciolo,30 - Napoli
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Sabato 16 Maggio 2009
ore 21:00
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Spettacolo in Gara
L'Associazione Culturale
Sonora
in
“Quando Saremo Grandi “
Spettacolo teatrale e Musicale in 2 Tempi
scritto e diretto da Valerio Piccoli
- Luciano Saiano - Giovanni
Tarricone |
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QUANDO SAREMO GRANDI
Una città troppo
spesso apprezzata in tutto il mondo solo per la sua pizza, il mandolino
e le sue canzoni antiche, ma troppo spesso anche etichettata in modo
negativo per i problemi che la divorano ogni giorno e che costringono la
sua gente a vivere tra mille difficoltà, la stessa gente, quella vera,
che continua difendere a denti stretti la propria dignità e i valori in
cui crede ancora, quella gente che fa di Napoli la città più bella del
mondo. Ecco intervenire un’agenzia dei sogni sui turisti scettici e
impauriti, che giungono a Napoli, in comitiva, con l’ansia di fuggire
subito per raggiungere mete più sicure come la costiera e le isole.
L’obiettivo è trasmettere, a chi non crede, la parte sana della città.
Una vera e propria compagnia capitanata da un’entità superiore, entra
nei sogni di una turista del nord, mettendo in scena la storia d’amore
tra un giovane artista ed una prostituta, una storia ostacolata da tante
insidie, intorno alla quale ruotano varie tematiche e vari personaggi.
Al risveglio qualcosa finalmente è cambiato, e la persona sente un
irresistibile desiderio di fermarsi per conoscere più a fondo la vera
anima nobile di una nobile città.
La Compagnia

In costruzione
si richiede alla compagnia di
inviare urgentemente notizie sul gruppo all'indirizzo mail:
info@edisteatro.org
grazie
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Archivio Spettacoli
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Teatro Bolivar-Via Bartolomeo Caracciolo,30-Napoli
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Sabato 10 Maggio 2008
ore 20,30
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Spettacolo in Gara
L'Associazione Culturale
La Sonora
in
“Teatrandando “
Musical
scritto e diretto da Costantino Punzo |
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La Locandina
Teatrandando
scritto e diretto da Costantino Punzo

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La Compagnia
Recensione:
IL BRIGANTE
Teatro.org
IL BRIGANTE
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Fine
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NOTE DELL’AUTORE SUL LAVORO TEATRALE
Teatrandando
SOTTOTITOLO
BREVISSIMA STORIA DEL TEATRO NAPOLETANO ATTRAVERSO UN FANTASIOSO VIAGGIO DI
DUE SCRITTORI NEI TEATRI DI NAPOLI
L’ Autore
ha inteso con questo spettacolo far conoscere, soprattutto ai giovani, una
breve storia del Teatro napoletano rivisitando, attraverso un immaginario
percorso tra i Teatri che hanno segnato incisivamente le varie epoche
teatrali, scritti; testi di canzoni; autori ed attori famosi che, partendo
da Napoli, hanno portato l’arte teatrale partenopea in tutto il mondo.Tale
percorso avviene mediante l’interpretazione di canzoni e brani recitati di
ogni epoca teatrale rivisitata.Le epoche artistiche che si è inteso
rappresentare sono:
·
Il 1600 con la favola del Giovan Battista Basile
de “La Gatta Cenerentola” riportata nel suo “Cunto de li cunti”(giornata
prima trattenimento sesto). Il brano scelto dalla “Gatta Cenerentola”, messa
in scena dal M.o R. De Simone, è quello delle lavandaie.Tale quadro,
permette di far conoscere al pubblico alcuni testi canori dell’epoca (jesce
sole, il canto delle lavandaie, le lavandaie del Vomero) di autori anonimi,
a noi tramandati oralmente e ripresi ed adattati musicalmente per l’appunto
dal Maestro De Simone. Inoltre, il famoso ballo che le stesse lavandaie
eseguono al ritmo delle Tammorre, è servito per indicare l’origine delle
famose “tarantate” .
· Il
1700 con la “Commedia dell’arte” e quindi con la
maschera di Pulcinella, che per circa due secoli è padrone assoluta del
teatro napoletano.Dopo attente ricerche di testi che potessero esprimere a
pieno il momentoartistico della Commedia dell’arte, l’autore ha ritenuto
l’atto unico “Il S. Carlino” di Pasquale Ruocco testo ideale per far
rivivere e quindi conoscere tutte le maschere ed i “tipi” ( Pulcinella, il
Guappo, il Felice, l’Avvocato Tartaglia, Palummella, etc.) che componevano
il Teatro della Commedia dell’arte partenopea.La maschera del Pulcinella, fu
interpretata da numerosissimi attori che l’hanno resa celebre; ma ella ebbe
il suo massimo splendore grazie all’autore-attore Antonio Petito; il quale
morì nel corso di una sua rappresentazione (La Dama Bianca) proprio al
Teatro San Carlino e fu, durante quel funesto momento, che A. Petito, diede
inizio alla famosa tradizione del passaggio della “maschera”, la quale non
può e non deve mai morire, passandola così al figlio Salvatore.
· Il
1900 è stato il secolo più ricco dell’evoluzione
teatrale partenopea.In questo lavoro, s’intende rappresentarlo con le
diverse forme di teatro e musica che nel corso di questo secolo si sono
succedute ad un ritmo sostenutissimo.
1. Colui
che la fece da padrona per quasi un secolo fu il famoso Eduardo Scarpetta il
quale, captando l’evoluzione del momento teatrale, fece assurgere alla
popolarità la figura di “Felice Sciosciammocca” che dominò il teatro
napoletano, prima nel S. Carlino all’interno della stessa compagnia di
Petito e poi nel Teatro del Fondo oggi Mercadante; dal 1870 al 1909.Uno
dei tanti brani che hanno reso famoso il “Teatro Scarpettiano” è stato il 3°
atto della fortunatissima commedia “ ‘O Scarfalietto” e noi, questo testo,
abbiamo inteso presentarlo al pubblico mediante la famosa “arringa” di Don
Anselmo Raganelli o meglio conosciuto come l’Avvocato Tartaglia.
2. Nei
primi del novecento si fa largo, proveniente dalla Francia, anche il famoso
“Cafè chantant”
Il tempio di tale forma d’arte fu il famosissimo “Salone
Margherita”.Lì si esibirono famosi macchiettisti, ballerine dal corpo
mozzafiato, fantasisti cantanti di giacca. Quest’ultimi poi introdussero
una forma di teatro molto popolare, quale “La sceneggiata”.Noi abbiamo
inteso rappresentare tale periodo, mediante un piccolo accenno di come
avvenivano le presentazioni degli spettacoli nel corso delle quali il
presentatore interloquiva con il pubblico; un balletto in voga in quel
periodo (il Can Can) e la parodia di una sceneggiata.
3. Contemporaneamente,
come già detto, in quel periodo si viveva a Napoli un’intensa attività
teatrale.
L’Attore più incisivo, sia per la recitazione, sia per il
grosso contributo di opere teatrali, nel periodo che va dal 1920 al 1940, è
stato sicuramente il grande Raffaele Viviani.I brani scelti per
rappresentarlo sono: La poesia “Guaglione“ che è un po’ la sua storia
autobiografica ed il quadro molto poetico perché carico di una amara ironia
“A musica de’ ciechi” per poi ripresentare la famosissima “Bambinella”.
4.
I nostri
narratori si spostano poi al Teatro S. Ferdinando, tempio indiscusso del
grande Eduardo De Filippo.L’autore ha inteso
fare omaggio a Eduardo con il monologo della Preghiera alla madonna dele
Rose, tratto dalla famosissima e stupenda commedia “Filumena Maturano”.
5. Dal
San Ferdinando di Eduardo, il percorso termina presso un teatro “cantina” di
Provincia; arrivando così ai giorni nostri, dove il Cabaret Napoletano ha
dato tanto successo al nostro attore contemporaneo più amato: Massimo Troisi.Questo
momento sarà caratterizzato, solo strumentalmente, dall’esecuzione della
colonna sonora del Postino.
Lo spettacolo si chiuderà, col ritorno alla realtà dei nostri
giorni, sottolineata da un brano musicale interpretato dall’intera
compagnia. |
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L'Autore
COSTANTINO PUNZO
Costantino Punzo, nasce a San
Giorgio a Cremano il 30.6.1954, sposato e padre di due figli maggiorenni di
cui uno ballerino di danza classica.
Egli inizia i primi passi
teatrali, come tutti i giovani dell’epoca, presso l’Oratorio “San Giovanni
Bosco” della Parrocchia di Sant’Anna insieme ad altri suoi amici, tra i
quali Massimo Troisi e Lello Arena.
A causa della messa in scena,
all’interno dell’Oratorio, di uno spettacolo su temi scottanti dell’epoca
quali: l’aborto, la droga, l’obiezione di coscienza militare, questi
“giovani” furono allontanati dal teatro Parrocchiale.
Questo allontanamento non
demoralizzò affatto il piccolo gruppo di giovani artisti in erba e fu così,
che insieme ad altri amici, capitanati dall’allora maggiorenne Renato
Barbieri, oggi famoso burattinaio, fondarono il famoso Centro Teatro Spazio.
Dalle tavole di questo
Teatrino di fortuna, dopo anni di esperienze e di confronti anche con altre
realtà artistiche, ognuno, chi con più o meno fortuna, iniziò ad
intraprendere il proprio percorso teatrale.
Costantino, dopo anni di
interpretazioni della maschera di pulcinella e destinato, per sua scelta
artistica, ad interpretare ruoli di “comico brillante”, superando un provino
sostenuto presso il Teatro Sannazzaro, ebbe la fortuna di lavorare per circa
5 anni nella famosissima Compagnia di Luisa Conte, con i grandi Nino e Carlo
Taranto.
Dopo questa importante
esperienza mette su, insieme ad un amico attore, conosciuto nel corso di
alcune sceneggiate con Mario Trevi e Mario Merola, un duo comico con il
quale, per circa 4 anni, si esibisce nei più famosi locali e piazze,
vincendo anche un primo premio al Festival Nazionale del Cabarét al Deby di
Milano, presentato da Pippo Baudo.
Prende parte per circa 3
anni, presso l’ emittente televisiva Canale 21, ad una fortunatissima serie
teatrale televisiva sotto la Direzione artistica del Maestro Trottolino,
famoso showmen dell’avanspettacolo napoletano.
Sono da annoverare inoltre,
nel proprio curriculum artistico, esperienze teatrali tenute nelle Compagnie
di Mario Scarpetta e di Antonio Casagrande; ed esperienze sotto la direzione
di registi come: Giuseppe De Martino, Gennaro Magliulo, Nello Mascia e Peppe
Sollazzo.
Ritiratosi dal professionismo
egli presta, da circa dieci anni, la sua esperienza artistica a compagnie
cosi dette ”amatoriali”; mettendo in scena, sia come regista e sia, in
alcuni casi anche come interprete, diversi lavori teatrali di autori vari,
ottenendo un notevole successo di pubblica e di critica.
Il lavoro al quale si sta
dedicando in questi giorni è un’opera in prosa e musica che ripercorre,
mediante un sogno di fantasia, un viaggio immaginario lungo i teatri
napoletani dal ‘600 ai giorni nostri. |
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