Bianca Sollazzo

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Gilda Mignonette

Prefazione

di Pietro Gargano

(Il Mattino)

 

Gilda Mignonette

Napoli-New York

Solo Andata

Rassegna Stampa

*Federico Vacalebre

*Giuseppe Giorgio

edisteatro

Paola Riccora

 

dedicato a

Paola Riccora

 

 

"SONO EDUARDO,
SCRIVETEMI QUALCOSA"

Bianca Sollazzo

Bianca Sollazzo e il Teatro che non ha età

Annibale Ruccello

Un grande Autore,

un grande Interprete

 

Annibale Ruccello

edisteatro

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Pagina Spettacoli

IL MATTINO

L’ATTRICE AL PRIMO
Bianca Sollazzo e il teatro che non ha età

di Enrico Fiore

Non so se questa è una recensione. Certamente è un piccolo omaggio a una signora di ottantaquattro anni che da altrettanti (la fece debuttare a sei mesi Eugenio Fumo, il re della sceneggiata) calca le tavole del palcoscenico. Si chiama Bianca Sollazzo. E adesso, dopo una troppo lunga assenza, è tornata al Primo come protagonista accanto a Rosario Ferro, per la regia di Arnolfo Petri, de «La zia di Carlo», la farsa che rese celebre Brandon Thomas. Mario Brancaccio, l’autore dell’adattamento, trasporta la vicenda dal college di St. Olde, a Oxford, nel Conservatorio di Napoli, dove al maestro Barbella, detto Babà, tocca l’ingrato compito di vestirsi da donna per sostituire, appunto, la ricca zia dell’allievo Carlo, Donna Lucia de Alvadorez, non ancora giunta dall’Argentina, come doveva, per reggere il moccolo al nipote e al suo amico Gioacchino. E proprio non è il caso di sprecare parole circa la sapienza con cui la Sollazzo disegna il ritratto della vera Donna Lucia. Ma si fa valere, nel ruolo di Babà, anche Rosario Ferro. E attenta e precisa risulta la regia di Petri. Occorre, però, fermarsi su Bianca Sollazzo, giacché costituisce un valore di per sé. Mi racconta di quel suo lontano debutto: «Erano tutti preoccupati. Ma disse don Eugenio: ”Statevi pronti dietro le quinte. Se si mette a piangere, io vi do Bianchina e voi mi passate il pupazzo”. Io, però, non piansi, anzi sorridevo sempre, perché mi vedevo intorno le facce di quelli che giorno dopo giorno mi coccolavano nei camerini. E così, appena si chiuse il sipario, don Eugenio annunciò solenne: ”Stasera è nata un’attrice!”». Parecchia strada, poi, si fece quell’attrice. E, come vediamo, ancora non si ferma. Venne la Scarpettiana di Eduardo De Filippo, in cui recitò al fianco di gente del calibro di Ugo D’Alessio, Dolores Palumbo, Pietro De Vico, Geppino Anatrelli. Venne il sodalizio con Aldo Giuffré. Vennero la sceneggiata, giusto, e i duetti comici con Lino Crispo, che, poniamo, stabilirono il record di undici matrimoni in un solo giorno («Io, per telefono, informavo continuamente mia figlia a casa: stammo a cinche, stammo a sette, stammo a nove...»). L’approdo di tanto cammino fu la sua straordinaria Marina in «Zio Vanja», con la regia di Peter Stein e accanto a Roberto Herlitzka, Remo Girone, Elisabetta Pozzi, Maddalena Crippa e Renzo Giovampietro. A Mosca - nello storico Teatro d’Arte di Stanislavskij, dove lo spettacolo venne dato in anteprima - dissero che lei era la più «russa» di tutti gl’interpreti. E insomma, Bianca Sollazzo compie il miracolo: il teatro, che di solito può solo fingerla, una volta tanto s’identifica con la vita e, addirittura, la vita diventa.

Napoli News

18/10/2006

di Maresa Galli

E' grande l'emozione nel ritrovare i grandi del teatro, come persone di famiglia che hanno condiviso con noi le tappe salienti della nostra vita. Bianca Sollazzo, ottantaquattro anni (e li dimostra per consumata bravura e classe), calca le scene da quando aveva appena sei mesi ed incontrò Eugenio Fumo: da quel momento in poi la signora del teatro brillante incarna personaggi con rara maestria, depositaria di una grande scuola fatta di gavetta, sacrifici, ripagati dall'impegno della Scarpettiana di Eduardo, di anni di attività al fianco di attori del calibro di Beniamino Maggio, Pietro De Vico, Dolores Palombo, Ugo D'Alessio, Aldo Giuffrè. Indimenticabili i duetti con Lino Crispo per l'artista che spazia da "Zio Vanja", con Roberto Herlitzka, per la regia di Peter Stein, alle esilaranti commedie "A Chiavari si scende" e "Madama di Porcognac". Chi ha ricevuto dona, e la Sollazzo regala ai giovani di talento, formatisi all'Accademia del teatro il Primo, la sua arte. Ne "La zia di Carlo" recita infatti con i giovani attori formati da Arnolfo Petri, regista del coinvolgente lavoro. Ottimi i tempi di una regia asciutta e piena di energia; straordinario Rosario Ferro, nel ruolo del maestro Barbella, Babà, al quale toccherà travestirsi da donna spacciandosi per la zia di Carlo, Lucia de Alvadorez (la Sollazzo). Si ride di gusto con la coinvolgente farsa, uno spaccato di autentica arte teatrale.

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Ultimo aggiornamento:
28/02/2010

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