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Gilda Mignonette
Napoli - New York ,solo andata
di Pietro Gargano
Gilda Mignonette possedeva uno stile di canto tragico, affilato come lama di
rasoio. Tendeva le corde vocali allo spasimo, senza risparmio:
commuoveva.
Ecco perché piacque alle folle e ai critici. Con lei, forse più che con la
pur grande Elvira Donnarumma, la canzone napoletana divenne un fatto d'arte
compiuto pure sul piano della pura interpretazione. Ecco perché è giusto
dedicarle, dopo decenni di silenzio, una biografia critica.
Gilda Mignonette nacque alla Duchesca, in mezzo agli umori
popolari.
Però la sua famiglia era povera almeno quanto acculturata, il padre
professore,la madre
marchesa decaduta.
Una figura di confine fin dai
primi passi. E alla frontiera per qualche tempo restò pure come artista,
incerta fra il teatro e il canto. Scelse il canto e fu una fortuna.
Andò presto in America, molto prima di quanto si sia scritto
finora. E per prima cantò la celebre Cartulina ’e Napule,
diventata un inno alla nostalgia per la patria remota: Mario Gioia, da tutti
definito interprete numero uno per cronologia, fu solo il primo a portarla a
Napoli. Ecco perché, per correggere questi e
altri errori, era giusto scrivere un libro su di lei.
Gilda Mignonette in America ebbe una vita da romanzo, conclusa in maniera
altrettanto romanzesca: la morte sul piroscafo Homeland che la riportava a
Napoli, in un punto di mare non lontanissimo dalla sagoma violacea del
Vesuvio.
Sarebbe stato facile cedere alle
suggestioni di un'esistenza
tanto avventurosa e scrivere un libro costellato di aneddoti, mielosi e
accattivanti, di pettegolezzi sentimentali e artistici.
E invece Antonio Sciotti - che da
molti anni studia i materiali di prima mano della canzone - ha scelto
un'altra strada. Pur non rinunciando a raccontare storie gradevoli o
drammatiche, pur tratteggiando il personaggio a tutto tondo per restituirlo
alla giusta dimensione, ha voluto seguire il filo dei fatti e delle date,
controllati uno per uno; ha voluto essere preciso fin nel dettaglio.
Ecco perché questa Gilda
Mignonette di Sciotti è un libro tutto nuovo, che forse inaugura un modo
serio e diverso di occuparsi
della grande canzone napoletana. Scegliere la strada dei fattarielli
che smuovono al sorriso o al pianto, come si è fatto finora quasi sempre, ha
esposto al rischio di molti errori. Talvolta una verità finalmente emersa è
stata taciuta solo perché contrastava con una letteratura ruffiana e
leggera, fin troppo leggera. Il risultato
non è stato positivo, molte figure importanti hanno perduto peso d'arte solo
perché imprigionate in una serie di aneddoti
caramellosi, di luoghi comuni.
Antonio Sciotti segue tutt'altra
pista. E alla fine della lettura
Gilda Mignonette non è più soltanto la regina degli emigranti: è una
straordinaria interprete e una donna coraggiosa perfino negli
errori. Oltre mezzo secolo dopo la scomparsa, torna a vita nuova.
Pietro Gargano |