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Prefazione al libro

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n.8 del 06.04.2008

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B l o g

Gilda Mignonette

Prefazione

di Pietro Gargano

(Il Mattino)

 

Gilda Mignonette

Napoli-New York

Solo Andata

Rassegna Stampa

*Federico Vacalebre

*Giuseppe Giorgio

edisteatro

Paola Riccora

 

dedicato a

Paola Riccora

 

 

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SCRIVETEMI QUALCOSA"

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un grande Interprete

 

Annibale Ruccello

edisteatro

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Gilda Mignonette

Napoli  - New York ,solo andata

di Pietro Gargano

 

Gilda Mignonette possedeva uno stile di canto tragico, affilato come lama di rasoio. Tendeva le corde vocali allo spasimo, senza risparmio:

commuoveva.

 

Ecco perché piacque alle folle e ai critici. Con lei, forse più che con la pur grande Elvira Donnarumma, la canzone napoletana divenne un fatto d'arte compiuto pure sul piano della pura interpretazione. Ecco perché è giusto dedicarle, dopo decenni di silenzio, una biografia critica.

Gilda Mignonette nacque alla Duchesca, in mezzo agli umori popolari.

Però la sua famiglia era povera almeno quanto acculturata, il padre professore,la madre marchesa decaduta.

Una figura di confine fin dai primi passi. E alla frontiera per qualche tempo restò pure come artista, incerta fra il teatro e il canto. Scelse il canto e fu una fortuna.

Andò presto in America, molto prima di quanto si sia scritto finora. E per prima cantò la celebre Cartulina ’e Napule, diventata un inno alla nostalgia per la patria remota: Mario Gioia, da tutti definito interprete numero uno per cronologia, fu solo il primo a portarla a Napoli. Ecco perché, per correggere questi e altri errori, era giusto scrivere un libro su di lei.

Gilda Mignonette in America ebbe una vita da romanzo, conclusa in maniera altrettanto romanzesca: la morte sul piroscafo Homeland che la riportava a Napoli, in un punto di mare non lontanissimo dalla sagoma violacea del Vesuvio.

Sarebbe stato facile cedere alle suggestioni di un'esistenza tanto avventurosa e scrivere un libro costellato di aneddoti, mielosi e accattivanti, di pettegolezzi sentimentali e artistici.

E invece Antonio Sciotti - che da molti anni studia i materiali di prima mano della canzone - ha scelto un'altra strada. Pur non rinunciando a raccontare storie gradevoli o drammatiche, pur tratteggiando il personaggio a tutto tondo per restituirlo alla giusta dimensione, ha voluto seguire il filo dei fatti e delle date, controllati uno per uno; ha voluto essere preciso fin nel dettaglio.

Ecco perché questa Gilda Mignonette di Sciotti è un libro tutto nuovo, che forse inaugura un modo serio e diverso di occuparsi della grande canzone napoletana. Scegliere la strada dei fattarielli che smuovono al sorriso o al pianto, come si è fatto finora quasi sempre, ha esposto al rischio di molti errori. Talvolta una verità finalmente emersa è stata taciuta solo perché contrastava con una letteratura ruffiana e leggera, fin troppo leggera. Il risultato non è stato positivo, molte figure importanti hanno perduto peso d'arte solo perché imprigionate in una serie di aneddoti caramellosi, di luoghi comuni.

Antonio Sciotti segue tutt'altra pista. E alla fine della lettura Gilda Mignonette non è più soltanto la regina degli emigranti: è una straordinaria interprete e una donna coraggiosa perfino negli errori. Oltre mezzo secolo dopo la scomparsa, torna a vita nuova.

Pietro Gargano

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Ultimo aggiornamento:
18/11/2008

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