Pietro Trinchera

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B l o g

Gilda Mignonette

Prefazione

di Pietro Gargano

(Il Mattino)

 

Gilda Mignonette

Napoli-New York

Solo Andata

Rassegna Stampa

*Federico Vacalebre

*Giuseppe Giorgio

edisteatro

Paola Riccora

 

dedicato a

Paola Riccora

 

 

"SONO EDUARDO,
SCRIVETEMI QUALCOSA"

Bianca Sollazzo

Bianca Sollazzo e il Teatro che non ha età

Annibale Ruccello

Un grande Autore,

un grande Interprete

 

Annibale Ruccello

edisteatro

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PIETRO TRINCHERA

 

Nato il 2 giugno 1708, figlio di un notaio, seguì inizialmente le orme del padre, attività che ben presto abbandonò a favore del teatro. Il suo primo lavoro teatrale fu la "Moneca fauza" scritta nel 1726 col sottotitolo "La forza de lo sango". Seguirono altri lavori teatrali come "La gnoccolara", nel 1733 e "Notà Pettolone", nel 1738. 
 La sua prolificità artistica, però, non si arrestò con questi pochi testi teatrali, perché nella sua ricca produzione troviamo oltre 40 libretti per le musiche di valenti autori come: Calandro, Cecere, Conforti, Gomez, Latilla Porpora e Carasale. Debuttò come autore di libretti nel 1726 con La monaca fauza, una commedia in dialetto napoletano. In seguito produsse molte altre commedie e numerosi libretti d'opera, i quali, incontrarono i gusti del pubblico ma furono spesso oggetto di censura; primo tra tutti "La Tabernola abentorosa, addedecato a lo muto lustro segnore Ghiennaro Finelli avvocato napoletano",  che, sebbene firmata con lo pseudonimo di Terenzio Chirrap, gli valse sei mesi di carcere. I suoi scritti, infatti, erano tutti permeati di audace ironia e sagacia miranti ad attaccare le istituzioni politiche e l'ipocrisia religiosa. Arrestato e tradotto nelle carceri del Ponte di Tappia, la sera del 10 febbraio del 1755, in preda allo sconforto e alla paura, si tagliò l'addome con un coccio di piatto.

Angela Cotugno

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Ultimo aggiornamento:
18/03/2010

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