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Maria Rosaria Puglisi
nasce a Napoli 55 anni fa. Si Laurea in Teologia ed in Filosofia
e svolge l’attività di Insegnante di Religione.
L’amore per il teatro sembra essere iscritto nel suo DNA, giacché
suo padre recitava come cantante-attore nelle sceneggiate improvvisate nei
cortili delle case, grazie alle quali i giovani di allora, cercavano di uscire
dalla triste realtà della guerra mondiale.
Giovane studentessa, ha avuto il piacere di assistere alle
rappresentazioni che il grande Eduardo De Filippo dedicava ai giovani, con un
costo irrisorio e grande sacrificio di suo fratello maggiore, costretto a lunghe
file per accaparrarsi i biglietti.
Il lavoro, la famiglia, le figlie da crescere, facevano per un
po’ sopire il suo desiderio di essere parte del mondo fantastico del teatro,
anche se non rinunciava ad improvvisarsi regista di brevi recite familiari o a
scrivere favole e racconti fantastici che leggeva alle sue bambine.
Per accompagnare il marito, con il quale condivide il “sacro
fuoco” dell’arte teatrale, entra a far parte di una compagnia amatoriale e
conosce Franco Barbieri, quello che ella stessa definisce il “suo maestro”,
attore e scrittore di testi comici in dialetto napoletano. Inizia così, a
scrivere per i laboratori, che con Franco gestisce, musical canzoni e brevi
composizioni poetiche, finché grazie ad una cara amica, viene invitata a
scrivere un omaggio per il grande Eduardo: nasce così “E’ overo o nun
è overo” che verrà rappresentata con grande successo dalla compagnia
amatoriale “Gli amici del teatro”. Da allora, Maria Rosaria, sembra non poter
far più a meno di scrivere: nelle pagine di “Meglio a te ca a uno ‘e nuje”
o della recente “Ride ca te passa” riesce ad esorcizzare tutte le paure e
le preoccupazione che la vita non le risparmia. Le vicende o i personaggi
sognati ad occhi aperti, acquistano così consistenza, divenendo persone vere e
proprie, che prendono vita, regalando emozioni ed un sorriso allo spettatore che
entra con lei nella magia della finzione. Ultima nel tempo è la sua commedia
“Cornuto e mazziato” che verrà rappresentata nella Rassegna della EDISTEATRO
l’8 e il 9 marzo dalla compagnia “I soliti...inediti” (di cui è regista e della
quale fanno parte oltre al marito le figlie, i generi ed alcuni cari amici), è
un inno all’amore: quell’amore che è stato sempre la molla che ha mosso tutta la
sua esistenza e che si è estrinsecato come passione per il suo ruolo di madre e
moglie e come passione per il teatro, rendendola capace di far aprire il
sipario, per stringere idealmente in un grande abbraccio il pubblico, al quale
spera di poter regalare ancora per molto tempo risate ed emozioni.
Angela Cotugno
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