|
Maria
Capuano
è nata forse attrice e regista. Sappiamo che da bambina canticchiava
canzoncine drammatizzandole e che da giovanetta costringeva il padre, i
fratelli e gli zii ad interpretare commediole scritte da lei stessa o
scovate in vecchie librerie. Le sue vacanze di Natale o estive le
trascorreva sempre ad “allestire” spettacoli nelle case dei compagni di
scuola o nei luoghi di villeggiatura, coinvolgendo un gran numero di persone
e trascinandole nella sua sfrenata passione per il teatro.
Avrebbe
voluto fare l’attrice professionista, ma i suoi genitori si opposero e lei
si accontentò di esprimere il suo talento da dilettante.
Fece parte
di alcune compagnie amatoriali di un certo livello (partecipò a Spoleto ad
una rassegna con la Compagnia “Il Sorriso” che vinse il I premio), ma non si
fermò finché non creò una propria compagnia che oggi dirige da oltre
venticinque anni e che si chiama <<’E ccape fresche>>, e cioè tutti noi.
Come
regista ora ci blandisce, ora ci scrolla violentemente; ci mostra la parte
in maniera mirabile: ce la fa “vedere” e poi lascia che ognuno di noi maturi
dentro il proprio personaggio. E’ esigente e permissiva; a volte severa fino
ad essere dispotica, a volte animata da un cameratismo sfrenato.
Ama noi
tutti, suoi attori, e si dispiace quando non è compresa o crede di non
esserlo.
Alla sua
non più “tenera età”, anche quando non si sente in perfetta forma, alla
vista di un palco o di una sala-prove, improvvisamente si carica di una
vitalità e di una vivacità eccezionali e sempre cerca di trasfondere queste
risorse in ciascuno di noi.
Ha una
personalità spiccata che si impone e suscita vera stima.
Si
è anche cimentata come commediografa pubblicando diverse opere teatrali di
ispirazione storico-satirica o di costume che ha rappresentato, riscuotendo
sempre rilevanti consensi di pubblico:
Eleonora e il suo tempo (Storia e fantasia della Rivoluzione Napoletana del 1799)
-
‘A riggina Giuvanna
-
‘A raccomandazione
-
‘Mbruoglie e filosofia nella Neapolis greco-romana
-
Tiempe belle ‘e na vota
-
Due pensionati e una valigia
-
Nel salotto della baronessa
-
A signora d’o pasticciotto.
Tra queste
l’opera che maggiormente le sta a cuore è “Eleonora e il suo tempo”
Angela Cotugno
|