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Il teatro (dal greco θέατρον, theatron) è quella particolare arte nella quale si recita una storia di fronte ad un pubblico utilizzando una combinazione variabile di parola, gestualità, musica, danza, vocalità, suono, e potenzialmente ogni altro elemento proveniente dalle altre arti performative. Oltre alla prosa classica, il teatro può prendere forme diverse, come l'opera lirica, il teatro-danza, il mimo, il kabuki, la danza katakali, l'opera cinese, il teatro dei burattini, la pantomima |
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In ambito teatrale e letterario con il termine canovaccio si indicano gli elementi di base della trama di un'opera, che ne determina in maniera generica lo svolgimento senza entrare eccessivamente nel dettaglio delle singole scene.In modo particolare nella Commedia dell'Arte il canovaccio forniva le tracce per le improvvisazioni degli attori. Di una stessa opera potevano esistere canovacci diversi, ognuno dei quali indicava la trama da seguire ed i punti essenziali a seconda del pubblico davanti al quale si recitava. |
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Il proscenio è la parte del palcoscenico teatrale che si trova verso il pubblico. In genere il proscenio viene confuso con la ribalta, la quale invece è la parte che delimita il palcoscenico stesso e che un tempo ospitava le luci che illuminavano scena e attori.Il proscenio fa parte della scenografia e viene usato dagli attori durante la recita, mentre la ribalta non ha riferimento con la scenografia, ma con il limitare del palcoscenico. |
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La ribalta è la parte del palcoscenico, o meglio del proscenio, rivolta verso la platea o comunque il pubblico, che delimita il palcoscenico stesso. Non è quindi sinonimo di proscenio, termine al quale viene spesso erroneamente accostato.La ribalta aveva in passato lo scopo di nascondere al suo interno le luci che occorrevano per illuminare la scena: lo stesso nome, ribalta, indicava l'asse che, ruotando su degli appositi perni, serviva ad oscurarle. Con i progressi dell'illuminotecnica, poi, le luci della ribalta vennero soppiantate dai più versatili e comodi riflettori ed americane, che proponevano un'illuminazione non più dal basso ma dall'alto o all'altezza della scena stessa, con una maggiore manovrabilità e flessibilità.Molti teatri hanno mantenuto, soprattutto negli Stati Uniti d'America o in alcune capitali europee, la peculiarità delle luci della ribalta, il cui nome evoca tuttora sogni di fama e successo. Spesso sono presenti sui palcoscenici che ospitano musical o teatro comico con un vago sapore d'annata. |
| Il palcoscenico (o palco) è l'elemento della scena sopra cui si svolge l'azione teatrale. In genere costituito di tavole di legno, all'interno di un edificio teatrale. Il palcoscenico nasce con la costruzione degli antichi teatri romani. Precedentemente nel teatro greco gli attori recitavano nell'orchestra (lo spazio semicircolare circondato dalle gradinate). |
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Il sipario è quel drappo scorrevole che divide il palcoscenico di un teatro dalla sala e dagli spettatori. Spesso è un oggetto artistico decorato con passamanerie e ricami. Di solito è costituito da tessuti molto pesanti (velluto), poiché una delle sue funzioni è quella di non lasciar passare i rumori e le luci del palcoscenico durante i cambi di scena fra un atto e l'altro. Solitamente dietro al sipario esiste un velario tagliafiamma che cala a ghigliottina sul palcoscenico. Esso ha la funzione di evitare che in caso di incendio, assai comune nei teatri, le fiamme si propaghino alla sala. Questo elemento, costituito da una tela rigida, spesso è dipinto ed ha una funzione anche decorativa. |
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La scenografia è composta da tutte le costruzioni che definiscono la scena, ovvero la porzione di spazio che deve essere ripresa da una cinepresa da cinema o da televisione, o che costituisce lo sfondo di una rappresentazione teatrale. La scenografia non è sempre un ambiente artificiale, ma può essere costituita anche da un ambiente naturale. In quest'ultimo caso, la scenografia potrebbe essere un paesaggio, oppure un ambiente che normalmente non è adibito ad essere ripreso (come ad esempio l'interno di una casa). Se l'ambiente è artificiale, ovvero la scenografia è ricostruita, servirà l'intervento di tecnici, come lo scenografo, il decoratore, l'arredatore e altri.Inizialmente, ad Hollywood, si era soliti utilizzare esclusivamente scenografie artificiali, poi con il passare del tempo si iniziarono a sfruttare scenografie naturali, per dare un tocco di realismo alle rappresentazioni (si vedano le tecniche neorealiste).Nel teatro la scenografia viene più correttamente definita come "spazio scenico", ovvero lo spazio in cui si svolge l'azione. Tradizionalmente, esso coincide con lo spazio del palcoscenico, che può essere "arredato", per aiutare spettatori e attori nell'immersione dell'opera in atto. In questo caso la scenografia può essere bidimensionale (se costituita da dipinti su tela) o plastica (tridimensionale) (se vi sono oggetti materiali in scena). |
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La quarta parete è un "muro" immaginario, posto di fronte al palco di un teatro, attraverso il quale il pubblico osserva l'azione che si svolge nel mondo dell'opera rappresentata. Anche se l'origine del termine non può essere confermata, viene in generale presunto che sia nato nel XX secolo, con l'avvento del realismo teatrale. |
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Nel linguaggio teatrale (riferito in particolare all'opera lirica), con il termine barcaccia ci si riferisce alla serie di palchetti posti immediatamente a lato del palcoscenico. Spesso i palchetti direttamente sul palco erano occupati dai regnanti di turno che, invece di assistere alle rappresentazioni dal palco reale, preferivano ammirare gli artisti a pochi metri di distanza. |
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Il regista teatrale è colui che si occupa della messa in scena di un testo. Più precisamente egli dirige gli attori, modifica il testo, da indicazioni al musicista, al costumista ed allo scenografo. E' la figura di riferimento di ogni spettacolo teatrale.Il lavoro della regia è poco conosciuto: la sua complessità è difficilmente esemplificabile dal punto di vista creativo, mentre è più facile comprendere l'apporto tecnico (posizione degli attori, movimenti, intenzioni, ecc.) Il regista è colui che tiene in mano il filo narrante di uno spettacolo. Ha in testa durante una messa in scena il concetto da esprimere e porta gli attori ad identificarsi in quel concetto. Si può paragonare il suo lavoro a quello dell'archietetto. Egli ha carta bianca, può decidere ogni virgola nel contesto dello spettacolo. |
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La parola prima (première in francese) significa la prima rappresentazione o il debutto di uno spettacolo teatrale o anche di un film. Essa, per le produzioni più importanti ed attese, costituisce una occasione di incontro fra personalità appartenenti al mondo dell'arte, della cultura, della politica e del bel mondo (VIP). La presenza contemporanea di tutto questo variopinto mondo è molto interessante per i media che partecipano numerosi a queste serate. Spesso queste occasioni si trasformano in una passella di personaggi che sfoggiano, specialmente le signore, degli abiti molto stravaganti.Le prime mondiali rappresentano la prima esibizione al pubblico di un determinato spettacolo. Solitamente, in caso di un film intervengono il regista e gli attori protagonisti. |
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Il Boccascena è l'elemento architettonico che divide la sala dal palcoscenico incorniciandone la parte visibile al pubblico. Detto alla francese anche "manto d'Arlecchino". Ai lati sono presenti le quinte del boccascena che, se mobili, possono scorrere su ruote se armate o come una tenda se in tessuto. Anche la parte superiore (Arlecchino) è posizionabile ad altezze variabili per adattarsi alle dimensioni delle varie scenografie. |
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L'Arlecchino è il largo tessuto drappeggiato o dipinto assicurato ad uno stangone posto davanti le quinte di boccascena. E' posizionabile a varie altezze per adattare le dimensioni del boccascena ed incorniciare le scenografie installate in palcoscenico.. |
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La Scena è la divisione classica di un testo drammatico in genere determinata, dall'entrata o uscita di uno o più personaggi o da cambiamento di luogo o tempo nonché il luogo scenico per l'azione degli attori. |
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Americana: struttura in legno o metallo costruita a traliccio, appesa al soffitto mediante un sistema di tre o più corde parallelamente al boccascena, destinata all'installazione di proiettori o elementi scenici pesanti. Nel caso essa accolga materiale illuminotecnico può essere chiamata con un numero progressivo in base alla sua posizione rispetto al sipario. Sulla "prima americana" verranno posti quindi i proiettori che illumineranno la scena dal davanti. |
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La Cantinella e il listello di legno leggero a fibra lunga, generalmente abete, lungo 4 metri e largo due volte lo spessore (5 x 2,5 cm.), usato per costruire le armature degli scenari o un'americana. |
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Copione: blocco di fogli sui quali sono annotati tutti gli eventi che generano lo spettacolo: le entrate degli attori, i loro dialoghi, i cambi scena ecc. Ogni operatore ne possiede uno, adattato con note scritte di suo pugno, che gli consentano di partecipare con il proprio operato: il tecnico luci avrà riportati i proiettori da accendere, il fonico avrà i titoli dei brani da riprodurre, l'attrezzista avrà la lista dei materiali da collocare in scena, ecc. |
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Corte: la parte destra del palcoscenico, guardandolo dalla sala. |
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Direttore di scena: il responsabile di quanto avviene durante l'esecuzione dello spettacolo. Fornisce al personale del teatro i comandi di quanto deve avvenire durante lo spettacolo (luci di sala, entrata degli attori in scena, disposizioni sulla sicurezza,ecc). |
| Fondale: elemento di fondo di uno scenario, oltre il quale il pubblico non vede, spesso costituito da un grande telone appeso in soffitta. Compila l'ordine del giorno |
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Quinta: elemento scenotecnico in tela libera, appeso in soffitta o fissata ad una struttura portante (quinta armata) assicurata al piano del palcoscenico, disposto simmetricamente in uno o più ordini e delimitante lateralmente il palcoscenico. Può essere di colore unico (in genere nero) o dipinto scenograficamente. |
| Scenografo: ideatore dello scenario. Gli compete, dopo intesa col regista, fornire i bozzetti, eventualmente i modellini, i disegni esecutivi in scala per la realizzazione dello scenario, seguendone le varie fasi di costruzione e montaggio |
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Il Siparista è colui che è addetto alla manovra del sipario. |
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Sottopalco è la parte sottostante del palcoscenico. |
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Cameo (detto anche cammeo) è una breve apparizione in uno spettacolo teatrale (o in un film,) che sta al di fuori del contesto generale dell'opera. È spesso interpretato da un attore più prestigioso di quanto non richiederebbe lo spessore del ruolo. |
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Atto: Uno spettacolo può essere composto di uno o più atti. Nel primo caso si dice che è un atto unico; nel secondo gli atti sono spesso separati gli uni dagli altri da un intervallo che permette di cambiare le scene o di dare agli spettatori un po' di riposo. |
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L'attore è colui che recita su di un palcoscenico, di fronte a un pubblico. |
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Borderò: Incassi di una serata, separati dal diritto di autore e dalle imposte. È il documento che controlla la SIAE, la Società Italiana degli Autori, che lo firma attestandone la regolarità |
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Camerino: È il locale in cui gli attori indossano il costume di scena, si truccano, prima dello spettacolo. |
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Caratterista: Attore non protagonista specializzato in ruoli di personaggi a tutto tondo, ben definiti. Per esempio la signora grassa, il balbuziente, il ragazzo con i brufoli, ecc. |
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Cartellone: Programma di una compagnia, di un teatro, di una rassegna, di un festival. |
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Chiamata: Sono gli applausi che richiamano in scena gli attori alla fine di uno spettacolo. |
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Claque: Parola di origine francese che definisce degli spettatori un po' speciali che non pagano il biglietto e il cui compito è quello di applaudire lo spettacolo, di sostenere la prova di un attore. |
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Compagnia: L'insieme degli attori professionisti che si riunisce sotto l'egida di un capocomico o produttore. |
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Comparsa: Chi partecipa a uno spettacolo senza pronunciare una battuta, pur essendo vestito e truccato. |
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Controscena: L'azione muta che sviluppa un attore contemporaneamente a quella parlata dall'altro attore. |
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Locandina: Cartello pubblicitario di piccolo formato contenente l'annuncio, il programma, e l'elenco degli interpreti di uno spettacolo. |
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Monologo: Breve composizione scenica comica o drammatica, in prosa o in versi, scritta per essere recitata da un solo attore. Monologo è anche una singola scena di un lavoro teatrale recitata in quel momento da un solo attore. |
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Tinca: Parola che definisce un ruolo secondario di non molta soddisfazione per un attore ma fondamentale per lo svolgersi dell'azione. |