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Roberto Russo

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n.8 del 06.04.2008

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B l o g

Gilda Mignonette

Prefazione

di Pietro Gargano

(Il Mattino)

 

Gilda Mignonette

Napoli-New York

Solo Andata

Rassegna Stampa

*Federico Vacalebre

*Giuseppe Giorgio

edisteatro

Paola Riccora

 

dedicato a

Paola Riccora

 

 

"SONO EDUARDO,
SCRIVETEMI QUALCOSA"

Bianca Sollazzo

Bianca Sollazzo e il Teatro che non ha età

Annibale Ruccello

Un grande Autore,

un grande Interprete

 

Annibale Ruccello

edisteatro

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ROBERTO RUSSO 

Scrittore

 

(Commissario in giuria Rassegna L'Altro Sipario 4^Edizione)

 

www.roberto-russo.com

 

Il Libro "La Camorra sono io"

 

Roberto Russo ha 47 anni, è napoletano, e si è laureato in Giurisprudenza con una tesi sul rapporto fra i Borboni e i filosofi napoletani alla fine del 1700. Fra il 1979 ed il 1993 è stato programmista regista e direttore artistico di emittenti radiofoniche come Radio Kiss Kiss Network, Kiss Kiss Italia e Kiss Kiss Music. Fra il 1983 ed il 1985 ha lavorato come programmista regista a RAI Stereo UNO.

Dopo aver messo in scena due spettacoli (nel ’93 “Escursione a Normalindi”, e nel ’94 “Primo taglio”) per la produzione del Teatro Sancarluccio di Napoli, nel ’95 è uno dei vincitori del Laboratorio di Drammaturgia del Piccolo Teatro di Milano con “Neroluce” che viene rappresentato al Teatro Studio dI Milano  nella forma di “mise en espace” per la regia di Roberto Graziosi il 9 maggio del ’95.

Nel ’96 è finalista del Premio Studio 12 di Roma con “Esercizi del giorno”.

Nel ’97 “Visite fuori orario” è segnalato al Premio Flaiano. Nello stesso anno, con il medesimo testo, è finalista del premio Fondi – La Pastora  e viene segnalato alla prima edizione del  Premio Rosso di San Secondo.

Nel ’98 avvia una collaborazione con il Prof. Franco Carmelo Greco, ordinario di Storia del Teatro dell’Università di Napoli Federico II, che produce la scrittura di tre testi in napoletano incentrati sugli eventi della Repubblica napoletana del 1799, fra questi “Il grande Cirillo”.

Sempre nel ’98 “Le ombre” è finalista al Premio Fondi La Pastora.

Nel ’99 è stato messo in scena al Teatro Elicantropo di Napoli, con la produzione dell’Associazione Culturale “Metamorphosys - Compagnia dell’Oblò”, “Dopo il segnale”, che è stato rappresentato anche al Festival di Teatro di Castiglioncello “Identità” e alla rassegna “Caserta Città Teatro”.

Nel maggio ’99 il Comune di Caserta ha organizzato due work-shop incentrati sulle sue tecniche di scrittura.

Il suo testo “Quattro di maggio” è risultato finalista all’edizione ’99 del Premio Studio 12.

Nel luglio del ’99 è fra i Selezionati dall’ OUTIS (Centro nazionale di drammaturgia contemporanea) di Milano, con “Visite fuori orario”, proposto sotto forma di lettura scenica al Teatro Franco Parenti di Milano per la regìa di Claudio Beccari e, nella stessa forma, al Teatro Alfieri di Torino.

Nel gennaio 2000 è messo in scena al Teatro Elicantropo di Napoli il suo testo “Il re”, con il patrocinio morale del Comune di Napoli.

Nel febbraio del 2000 un suo monologo, “Tito Manlio Imperioso” è inserito nello spettacolo “La confessione” per la regìa di Walter Manfrè.

Nel gennaio 2001 viene ripreso lo spettacolo “Il re” al teatro Elicantropo di Napoli.

Nel mese di maggio 2001 l’associazione culturale ASPU di Napoli presenta, nell’ambito dei Corsi di formazione per docenti e professionisti dell’educazione, due work-shop teorico-esperienziali di scrittura teatrale tenuti e organizzati da Roberto Russo.

Nel giugno del 2001 un suo testo, “Le Mani Aperte”, è selezionato dal Festival “Il Garofano Verde”, e, poi, rappresentato, nella forma di mise en espace, al Teatro Belli di Roma.

Sempre nel 2001 scrive la sceneggiatura del film “Ngopp” che viene prodotto e distribuito dalla Eagles Picture e programmato nella primavera del 2002.

Nel marzo del 2002 “Il Grande Cirillo”, prodotto dall’ Ente Teatro Cronaca, è messo in scena al Teatro Nuovo di Napoli.

Nell’ottobre del 2002, vince il Premio “Napoli Drammaturgia in festival”, per la sezione monologhi, con il testo “Gloria al Padre”, e con “Le Ombre” giunge in finale nello stesso premio

Nel 2003 sono stati messi in scena “Il Grande Cirillo”, presso il Centro Ester di Napoli, e “Le Mani Aperte”, presso il Teatro du Poche di Napoli.

Nel 2004, presso il teatro Tintadirosso di Napoli, và in scena “La Colpa” con Agostino Chiummariello.

Nel 2005, “Visite fuori Orario”, è selezionato come Dramma del mese di Marzo dal portale di Drammaturgia www dramma.it.

Nell’aprile dello stesso anno, presso il teatro Il Primo di Napoli, và in scena “Mr.Frank davanti al mare” con Rosaria De Cicco e Diego Sanchez, per la regia di Peppe Miale.

Nel settembre del 2005 vince il Premio SportOpera con “Rosso!” che viene rappresentato in forma di lettura scenica presso il Teatro Nuovo di Napoli.

Nel Gennaio del 2006 partecipa con il testo “La Camorra sono io” all’iniziativa “La Ferita- quattro autori contro la Camorra” svoltasi prima al Teatro De Poche di Napoli e poi, nell’aprile dello stesso anno, a Galassia Guttenberg, e ad Ottobre alla Città della Scienza.

Nel Maggio del 2006 è premiato a Roma quale Migliore Autore con “Confiteor” nell’ambito del Premio Schegge D’Autore.

Nel Luglio del 2006 vince, sempre con “Confiteor” il Nono Festival Internazionale del Corto Cinematografico e Teatrale di Mompeo (Rieti)

Nell’Ottobre del 2006 scrive una libera elaborazione della sceneggiata “ ‘O Schiaffo” che va in scena al Teatro Trianon di Napoli.

Nel 2007 è di nuovo in finale a “Schegge d’autore” con “ ROSSO!” che viene messo in scena al Teatro Colosseo di Roma l’8, il 9 e il 10 Maggio.

Sempre nel 2007 va in scena “La Camorra sono io” che, a Maggio, è pubblicato da Graus con la prefazione del Prof. Amato Lamberti. Lo stesso testo, nel luglio dello stesso anno, è “Libro del Mese” di www.dramma.it .

Nel Settembre del 2007, con libro “La Camorra sono io” ottiene la Menzione Speciale alla XXI edizione del Premio Letterario Elsa Morante.

LA CAMORRA SONO IO

IL LIBRO

A Napoli non ci sono innocenti. A Napoli siamo tutti colpevoli.

E se, sulle responsabilità personali, sono inevitabili dei distinguo, su quelle sociali, storiche ed etiche della classe borghese non ci sono dubbi: La Camorra siamo (anche ) noi.

La Camorra sono io”  è un testo teatrale, con venature di giallo e un doppio finale a sorpresa. L’agile drammatizzazione, spesso comica, sarcastica e sempre surreale, coglie le diverse voci della città che parlano lo stesso linguaggio dell’illegalità diffusa. L’azione si svolge in un teatro. E’ una serata di beneficenza dedicata sia alle famiglie delle vittime della faida di Scampia, che a quelle dei killers latitanti che, quelle stesse vittime, hanno prodotto. In quest’uditorio, nel quale spiccano il I Boss con la moglie ed un II Boss, fa improvvisamente irruzione un classico personaggio della società civile, un Borghese che, in una sorta di outing, rivendica la propria ideale appartenenza ad un modo di agire, consortile ed omertoso, tipico del Sistema Camorra. Il confronto che ne scaturirà porterà in luce ciò di cui tutti parlano ma che raramente è stato evidenziato: a Napoli non esistono zone franche. Il Mostro è dentro di noi. E’ un Mostro prodotto non solo dal bisogno ma, troppo spesso, anche da una Cultura ambigua verso le Regole, la Legge e lo Stato. E’ la Cultura della tanto vantata furbizia (o “Cazzimma”, come diciamo noi) e dell’auto indulgente “Creatività”. E’ la Cultura della costante ricerca di un Padre sia esso un Re, un Sindaco o un Calciatore di talento.

Leggendo il doppio finale a sorpresa de “La Camorra sono io”, grottesco e simbolico, viene spontaneo parafrasare un verso de “La Canzone del Maggio” di De Andrè: “ Anche se noi ci crediamo assolti, siamo lo stesso coinvolti…”

 

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Ultimo aggiornamento:
18/11/2008

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